Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni 2021: quota 41 precoci requisiti e regole

Quota 41 precoci, come sfruttare l’anticipo nel 2021

Entrata in vigore nel 2017, dopo la legge di Bilancio 2017 (legge 232/2016), la quota 41 per i lavoratori precoci è una misura strutturale che resterà in vigore anche nel 2021. La misura è destinata a lavoratori precoci che rientrano in 4 macro categorie. Ci sono i disoccupati, i caregivers, gli invalidi e i lavori gravosi.

Quota 41, chi sono i precoci?

La quota 41 è una misura che non prevede limiti di età alla stregua delle pensioni anticipate, rispetto alle quali prevede una uscita anticipata di un anno e 10 mesi per gli uomini e 10 mesi per le donne.

Infatti con le pensioni anticipate occorre aver maturato 42 anni e 10 mesi per i lavoratori e 41 anni e 10 mesi per le lavoratrici, mentre ne bastano 41 senza distinzioni di genere per la cosiddetta pensione anticipata per i precoci. Ma che significa precoci? La quota 41 di applica a lavoratori che hanno iniziato la carriera piuttosto giovani.

Infatti come si legge letteralmente sul portale ufficiale dell’Istituto, la quota 41 è “una prestazione economica erogata, a domanda, ai lavoratori che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età (cosiddetti precoci), si trovano in determinate condizioni indicate dalla legge e perfezionano, entro il 31 dicembre 2026, 41 anni di contribuzione”.

In sostanza, occorre avere almeno un anno di contributi versati prima di compiere 19 anni di età, anche se i 12 mesi non sono continui.

Quota 41, lavori gravosi

Oltre alla caratteristica dell’essere precoci, per poter accedere a quota 41 occorre rientrare in determinati requisiti e i determinate platee di lavoratori. La misura è destinata ai lavoratori iscritti presso l’assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti, presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, presso la gestione separata dell’INPS e presso le forme sostitutive ed esclusive dell’Ago.

La quota 41 non riguarda i lavoratori iscritti alle gestioni previdenziali private e i lavoratori privi di anzianità al 31 dicembre 1995.
Possono avere accesso alla misura i lavoratori alle prese con una delle attività gravose riconosciute e cioè:

  • Edili;
  • Gruisti;
  • Conciatori di pelli e di pellicce;
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante dei treni;
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • Infermieri e ostetriche di sale operatorie e sale parto;
  • Badanti e addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza ;
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia e degli asili nido;
  • Facchini;
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici;
  • Siderurgici;
  • Braccianti agricoli;
  • Pescatori;
  • Marittimi.

Tutte queste attività per dare diritto alla Quota 41 devono essere state svolte in 7 degli ultimi 10 anni di carriera o in 6 degli ultimi 7.

Quota 41, chi sono gli altri beneficiari?

Quota 41 anche per i disoccupati. Ma occorre che lo stato di disoccupazione sia sopraggiunto a seguito di licenziamento individuale o collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale. Questo perché occorre rientrare tra i beneficiari della Naspi e occorre aver concluso il periodo indennizzato dalla disoccupazione Inps da almeno tre mesi.

Quota 41 anche per chi ha una invalidità superiore o uguale al 74% accertata dalle commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile. E quota 41 anche per i soggetti che assistono da sei mesi il coniuge o un parente di primo grado affetto da invalidità e rientrante nei campi di applicazione della legge 104. L’assistenza può riguardare anche un parente o un affine di secondo grado convivente con il richiedente la pensione, ma a condizione che i genitori o il coniuge dell’invalido abbiano compiuto 70 anni oppure che siano a loro volta portatori di invalidità o deceduti.

Per chi completa i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2021, la domanda di certificazione del diritto va presentata entro il 1° marzo. Per le domande presentate dopo tale data ed entro il 30 novembre, la prestazione eventualmente erogata sarà solo se le risorse stanziate risultano sufficienti. Leggi anche: Pensioni 2021: come si calcola la pensione di vecchiaia?