I 5 film horror da vedere

Capolavori senza tempo del cinema dell’orrore, da vedere in ogni momento e da rispolverare nelle serate tra amici.

Esistono film horror che vale veramente la pena vedere sempre? Tralasciando operazioni ad altissimo budget e scarsissima trama, proviamo a individuare 5 capolavori senza tempo che ci ha regalato il cinema del brivido.

Si tratta di film da proporre per ogni occasione, che uniscono ai ritmi alti e a tutte le caratteristiche classiche del genere, una storia intelligente e ben scritta, scene che restano impresse nella mente dello spettatore a lungo.

Sheitan

Apparente produzione dilettantistica, Sheitan (che in arabo vuol dire Satana) si presenta come un intelligentissimo film horror, dai ritmi elevati e mordaci. Fondamentale l’apporto economico, di scrittura e recitazione del bravissimo Vincent Cassel. È lui infatti a guidare un manipolo di attori esordienti, in un vivace horror che mischia filone giovanilistico e vecchie tradizioni esoteriche, sesso e religione, comicità e dramma.

Racconta la storia di cinque ragazzi, poco più che adolescenti. Tutti accetteranno a cuor leggero l’invito un po’ casuale di una di loro, e passeranno la notte di Natale nella sua isolata villa fuori città.

Verrà fuori, gradualmente e non senza un’ottima dose di humor nero, l’universo distopico, incestuoso e occulto che circonda tutta quella sperduta campagna francese, che sembra rimasta ferma all’anno 1800.

Sheitan, regia di Kim Chapiron.

Martyrs

Presenta una delle più accurate e significative sceneggiature dell’horror, e contribuisce – assieme ad altri film notevoli come À l’intérieur e Alta Tensione – a portare molto in alto il cinema francese di genere.

Parte come storia di vendetta, quella di una giovane donna che trova e uccide tutti i componenti della famiglia che l’aveva torturata da bambina. Ma la stessa famiglia nasconde, nei sotterranei di quella casa, un brutale esperimento che va avanti ormai da decenni, e mira a scoprire una verità legata al momento della morte, grazie agli stessi morenti.

Ci sono scene che uniscono alla brutalità un significato profondo. In questo senso, Martyrs si presenta davvero come uno di quei pochi film in grado di rendere l’enorme violenza mostrata completamente funzionale a una trama delineata in maniera perfetta e scrupolosa.

Martyrs, di Pascal Laugier.

It follows

È una produzione relativamente recente costruita come un horror anni ’80, un prodotto davvero unico nel suo genere. L’idea di base stessa è brillante: qualcosa di strano colpisce la giovane protagonista, seguìta nella sua routine da un’entità che può prendere le sembianze di chiunque, e che mira a ucciderla, in ogni istante.

Come si passa una simile maledizione? Facendo sesso con una persona, solo così quel tormento verrà «scaricato». Ne viene fuori una battaglia singolare e inquietante contro un’entità ignota, che sarà tutta di scena in un’ambientazione periferica d’altri tempi, costruita con dovizia di dettagli.

It Follows, di David Robert Mitchell.

Spring

Girato in Italia, nell’incantevole Polignano a Mare (Bari), inquadra la storia del giovane Evan. Fuggito dagli Stati Uniti dopo la morte della madre, Evan si ferma proprio nella piccola cittadina pugliese a strapiombo sul mare. E qui, in un’ambientazione all’apparenza lontana anni luce da scenari orrorifici, incontrerà la bella Louise, che nasconde una natura secolare e maledetta.

La grandezza del film risiede in primis nel presentare un horror – un bell’horror – e farlo nella forma di una storia d’amore. Ma c’è soprattutto l’abilità del regista - il giovane Justin Benson - nel tratteggiare i contorni di una storia solitamente sviluppata con i tipici elementi del cliché, e farlo in maniera diametralmente opposta rispetto alla tradizione filmica precedente, da molto vicino, con un occhio originale.

Spring, di Justin Benson.

Shining

È forse il film horror classico per eccellenza, una delle prime pellicole capaci di creare una tensione psicologica enorme, unita ovviamente ad ambientazione e trama brillanti.

Tratto dal romanzo di Stephen King, racconta la storia di Jack Torrance, che assieme alla moglie Wendy e al figlio Danny si trasferisce per sei mesi nell’isolato Overlook Hotel, per prendervi servizio come custode invernale e scrivere, al contempo, il suo romanzo.

Ma la cosiddetta “febbre del chiuso” porta alla pazzia il protagonista, che dovrà fare i conti con tutta una serie di segreti e retrostorie legate all’albergo. Mentre il piccolo Danny proverà a utilizzare la sua «luccicanza» per uscire dall’incubo insieme alla madre.

Il finale, o meglio il significato del finale, resta tra i più discussi della cinematografia mondiale.

Shining, di Stanley Kubrick.