Di cosa parla la nuova serie Netflix “Glow”? Anticipazioni e curiosità

Debutta oggi su Netflix «Glow», una nuova serie che ci racconta il mondo del wrestling femminile degli anni ’80. Di cosa parla questa nuova serie targata Netflix?

Una delle caratteristiche della postmodernità è il guardare al passato. Qualche anno fa erano tornati in voga gli anni Cinquanta, oggi furoreggiano gli anni Ottanta e Novanta. E cosa c’è di più “anni Ottanta” del wrestling?

Ricordate quelle scazzottate fatte da omoni lucidi ed esaltati in preda al testosterone? Ecco, niente di tutto questo, perché protagoniste di questa serie saranno le donne. Donne wrestler per l’esattezza.

La presenza femminile è già anticipata nel titolo, Glow: acronimo di Gorgeous Ladies of Wrestling, titolo questo di uno show realmente trasmesso negli Stati Uniti a partire dal 1986 e che proseguì in altre forme anche quando la messa in onda venne interrotta.

La serie è stata creata da Liz Flahive e Carly Mensch ed è prodotta da Tara Hermann e Jenji Kohan, creatrice di Orange Is The New Black.

Di cosa parla Glow?

La serie ricostruisce le vicende che hanno portato alla nascita dello show televisivo attraverso la storia di una delle protagoniste, Ruth Wilder (Alison Brie), un’attricetta senza prospettive che tenta l’ultima chance di successo entrando nel mondo del wrestling femminile.

Ad accompagnarla in questa nuova avventura ci saranno altre dodici donne tra cui la rivale Debbie Eagan (Betty Gilpin) un’ex attrice di soap – opera che ha lasciato il lavoro per dedicarsi alla famiglia per poi rendersi conto che le proprie ambizioni forse erano altre.

A fare da train d’union per tutte le dieci stagioni è proprio il rapporto conflittuale che si instaura tra le due fin dalla prima puntata.

Direttore della curiosa e scalcagnata compagnia è un regista di B-movie, Sam Sylva che, per finanziare un proprio progetto, si vede costretto a dirigere questo gruppo di donne scalmanate.

La parola ai protagonisti

E’ una splendida serie ok? Ci sono 14 donne che diventano wrestler professioniste, imparano come combattere, a interpretare dei personaggi e diventare supereroine. Poi c’è un tizio che rappresentata un po’ un problema ma poi le aiuta a tirare fuori il meglio

Dice Marc Maron (Sam Sylva) alle telecamere di Tv Sorrisi e Canzoni.

Se il wrestling è la luce scintillante che può attrarre le persone, lo show racconta le vite queste donne, di come impareranno a fare questa cosa nuova e straordinaria e dei rapporti tra di loro. Attraversa il confine tra commedia e dramma.

Aggiunge Betty Gilpin (Debbie Eagan).

Una delle co- creatrici, Liz Flahive, sottolinea gli intenti della serie:

La nostra intenzione era quella di creare una Los Angeles del 1985 che fosse avida, reale, polverosa in modo da non colpire in testa lo spettatore con una versione vistosa da cartone animato del 1985. Volevamo che fosse autentica, bella e un po’ triste.

La preparazione per le riprese è stata molto impegnativa, le attrici infatti si sono sottoposte ad una preparazione atletica molto serrata, seguite da Chavo Guerrero, “una leggenda del wrestling nel mondo”. “Mi ha dato una grande emozione essere così fisica su un set” ha detto l’attrice Kate Nash che interpreta Rhonda.

Anche l’uomo di casa, Marc Maron ha avuto il suo bel da fare soprattutto perché ha dovuto imparare come “si taglia la cocaina, come fumare e”, aggiunge “gli stivali che indossavo ogni giorno mi facevano male ai piedi, non è stato facile”.

Il punto sulla situazione lo mette alla fine la protagonista Alison Brie (Ruth Wilder):

Credo che la gente si stia finalmente rendendo conto che le storie che parlano di donne non sono un mercato di nicchia, metà della popolazione sono donne e sono storie interessanti.