Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Decreto Ristori bis da 2 miliardi e nuovi codici Ateco: aiuti immediati a chi chiude per il nuovo Dpcm

In vista un decreto ristori bis da 2 miliardi di euro per aiutare le attività costrette alla chiusura per il nuovo Dpcm.

In arrivo nuovi sostegni destinati a chi è costretto a chiudere. La conferma arriva dal viceministro dell’Economia, Antonio Misani, ospite del programma televisivo «Agora» che ha chiaramente spiegato: «Stiamo lavorando a un secondo decreto legge per sostenere e aiutare le attività economiche interessate dai nuovi provvedimenti restrittivi, analogamente a quanto abbiamo fatto con il primo decreto ristoro».

Si tratta di un decreto ristoro che sfiora quasi i 2 miliardi di euro ma questa volta parliamo di aiuti rapidi e con meccanismi ancora più automatici. Il Ministero dell’economia e dello Sviluppo economico sta attualmente lavorando a tempo pieno per chiudere il «decreto ristori bis» possibilmente entro domani giovedì 5 novembre.

Una misura sicuramente necessaria con le nuove restrizioni che verranno introdotte dal nuovo Dpcm (in vigore per l’appunto dal 5 novembre). Al momento le regioni candidate al nuovo dpcm per la chiusura totale sono Lombardia, Piemonte e Calabria.

Nelle regioni considerate ’zona rossa’, secondo alcuni calcoli della Coldiretti, si stima che vi siano circa 85mila attività tra bar ristoranti e pizzerie che saranno costretti a chiudere anche all’ora di pranzo e non solo a cena, come previsto nel resto delle regioni italiane. Misure drastiche e restrittive e sicuramente non facili da accettareper tutte quelle attività che dovranno chiudere le saracinesche a causa delle restrizioni.

Per questo il Governo ha pensato a degli aiuti immediati: l’impegno sarà quello di garantire ristori entro due settimane (o per la metà di dicembre per chi ancora deve fare domanda). Lo stesso verrà fatto anche per quelle attività che non possono essere quantificate come estetiste e parrucchiere.

Come viene spiegato in un articolo de «Il messaggero» questa sarà una misura, per l’appunto, immediata volta a «coprire parte delle perdite di tutte le categorie interessate dalle misure restrittive mentre quelle toccate indirettamente (come ad esempio i fornitori della ristorazione) aspetteranno il ristoro da gennaio, quando diventerà operativo il fondo antiCovid della manovra». Per tutte le attività che, invece, hanno già accesso al decreto Ristori appena arrivato in esame dal Senato potrebbe essere previsto un aumento della percentuale di ristoro (per esempio dall’attuale 150% al 200% per i bar).

Decreto ristori: previsti nuovi codici Ateco

L’intero meccanismo è ancora da definire: intanto, in previsione, ci sono anche nuovi codici Ateco. Secondo alcune fonti governative, al Mef si sta lavorando per suddividere i codici Ateco in relazione alle regioni in modo tale da poter operare, nell’immediato, il ristoro nelle regioni maggiormente colpite, quelle che subiranno un lockdown quasi totale. L’obiettivo sarà sicuramente quello di inserire un meccanismo flessibile e differenziato che possa adattarsi a tutte le variabili: zone rosse e zone soggette ad un’evoluzione della curva di contagio.

Dunque, da quanto è emerso, nel nuovo decreto, potrebbe essere prevista un’estensione dei codici Ateco. Anche se i dettagli non sono stati ancora del tutto definiti, come viene spiegato dal portale «Money», l’elenco dei beneficiari potrebbe allargarsi ma bisogna considerare anche un aspetto importante: l’estensione dei beneficiari del fondo perduto «viene riconosciuta solamente nel caso di pregiudizio derivante dalle misure restrittive introdotte dal DPCM del 24 ottobre 2020».