Autore: Stefano Calicchio

Contratto di lavoro

13
Mar 2020

Coronavirus, sindacato FABI e altre sigle ad ABI: urgente un piano per mettere in sicurezza i lavoratori

Le parti sociali scrivono all’ABI per chiedere con urgenza di avviare tutte le misure necessarie alla tutela dei lavoratori del settore bancario.

Anche il settore bancario è in fibrillazione rispetto alla necessità di garantire le necessarie azioni di tutela dei lavoratori davanti al crescere dei contagi su tutto il territorio italiano e per far fronte ai rischi connessi all’emergenza Coronavirus. Le principali sigle sindacali hanno scritto all’ABI per chiedere un intervento urgente in favore dei propri iscritti, al fine di introdurre maggiori sforzi in tal senso dopo le disposizioni attuate dal governo con gli ultimi decreti.

Nello specifico, le parti sociali chiedono di prevedere un “pacchetto di misure che dovrà tener conto, in particolare, della complessa situazione registrata nelle regioni Lombardia e Veneto”. A firmare la lettera sono stati i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto.

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Coronavirus, le richieste della parti sociali all’ABI: porre dei limiti agli orari di apertura

In particolare, i sindacati chiedono di limitare gli orari di apertura degli sportelli bancari, di garantire mascherine a tutti i dipendenti e di ridurre gli orari di lavoro. Unitamente, si chiede di fermare qualsiasi pressione commerciale e di mantenere le banche aperte solo per garantire i servizi e le funzioni indispensabili ai cittadini ed al Paese.

Allo stesso tempo, si domanda di limitare gli spostamenti dei dipendenti al minimo necessario e di sospendere tutte le attività che non rientrano tra quelle considerabili come essenziali per il servizio pubblico.

Infine, “è fondamentale e indifferibile che vengano adottate soluzioni coerenti, in modo da uniformare lo svolgimento del servizio di attività di banche e assicurazioni, che in questo momento, come indicato dal Decreto, non possono considerarsi aziende che operano sul mercato, ma soggetti sociali che svolgono una funzione essenziale al servizio dei cittadini e a quella si devono limitare, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e dei cittadini”, si legge all’interno della lettera scritta congiuntamente dalle sigle sindacali.

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