Autore: Stefano Calicchio

Ammortizzatori sociali

23
Mar 2020

Coronavirus e Decreto Cura Italia, Cosentino (Siamo Impresa Agricoltura): serve subito una ‘misura straordinaria e incentivante per le imprese’

Da Siamo Impresa, FederTerziario Agricoltura e ConfUnisco arriva un nuovo comunicato a tripla firma congiunta: ecco le nuove proposte per migliorare il decreto “Cura Italia”

Arrivano nuove prese di posizione da parte delle organizzazioni che tutelano produttori e Pmi del settore agricolo con diverse richieste rivolte all’esecutivo al fine di migliorare ulteriormente quanto già fatto attraverso il decreto “Cura Italia”. A chiedere nuovi interventi sono stati in particolare Siamo Impresa Agricoltura, Federterziario Agricoltura e ConfUNISCO.

Secondo il Presidente Nazionale di SIA Domenico Cosentino, il decreto “Cura Italia rappresenta, certamente, un primo valido aiuto verso il comparto agroalimentare, ma le misure in esso contenute non possono essere considerate sufficienti ad affrontare un danno di tale portata per il nostro settore”.

TI POTREBBE INTERESSARE: Ultime notizie Coronavirus: mappa e dati sui contagi

Decreto Cura Italia: le richieste di intervento sul settore agricolo

Tra le proposte di intervento avanzate da Cosentino, l’avvio di una misura “straordinaria ed incentivante per le imprese”, come ad esempio degli sgravi studiati per l’assunzione di manodopera avventizia. Serve poi predisporre un piano condiviso al fine di permettere agli operai di lavorare in sicurezza.

Per il Presidente di FederTerziario Agricoltura Giovanni Magliocchi “le misure varate per il comparto agricolo necessitano di maggiori sforzi sul piano attuativo e di una dimensione di insieme”, visto che riguardano più di tre milioni di persone. In tal senso, si chiede di attuare interventi concreti, come il rinvio fino a settembre delle scadenze fiscali e contributive.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni, ecco come uscire oggi dal lavoro a 64 anni di età

Le altre proposte: serve un credito di imposta per gli acquisti di materie prime già avvenute

Infine, Giovanni Cafaro, Presidente di ConfUNISCO, ha sottolineato le difficoltà dovute all’emergenza in corso per il comparto agroalimentare. Quest’ultimo “sta affrontando un forte contraccolpo proprio nel momento clou della produzione, vista l’emergenza verificatasi nel periodo di inizio stazione”.

A tal proposito, tra le misure da attuare con maggiore urgenza si suggerisce il riconoscimento di “un credito d’imposta pari al 50% degli acquisti di materie prime già avvenuti durante il periodo di emergenza”, anche considerando “la difficoltà di inserimento sul mercato dei propri prodotti e quindi la mancata capitalizzazione degli investimenti già assunti”.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni di vecchiaia, con il contributivo è possibile anche con 5 anni di versamenti