Autore: Stefano Calicchio

Ammortizzatori sociali

Coronavirus e Buoni Spesa: ecco come ottenerli a Milano, Roma, Napoli, Bari e Parlermo

I buoni spesa alimentari rappresentano uno dei provvedimenti di welfare decisi dal governo per aiutare i cittadini che si sono trovati costretti ad affrontare situazioni di disagio economico per via dell’emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus. Le informazioni chiave per richiederli nelle principali città.

Nelle ultime settimane la drammatica escalation dettata dalla diffusione del Coronavirus in Italia ha ampliato il disagio soprattutto in quelle famiglie che già vivevano in condizioni di precarietà e difficoltà economica. Il governo ha cercato di correre ai ripari con numerosi provvedimenti, tra cui i Buoni Spesa.

La misura è stata finanziata con 400 milioni di euro all’interno dell’ultimo DPCM, mentre la distribuzione delle risorse è stata indirizzata inizialmente nelle casse dei Comuni italiani, che amministreranno quindi i fondi con discrezionalità sul proprio territorio. L’obiettivo è infatti di erogare i buoni laddove risultano effettivamente necessari (cioè in favore delle famiglie che in questo momento non hanno soldi per fare la spesa), motivo per il quale si è scelto di fare riferimento proprio alle amministrazioni locali.

Buoni Spesa Alimentari: distribuiti dai Comuni con regole locali

Questa premessa implica però che le regole di distribuzione dei Buoni Spesa non saranno univoche, ma dipenderanno in larga parte dalle decisioni dei singoli Comuni. Ognuno di essi potrà infatti stabilire come impiegare le risorse ricevute al fine di ottimizzare la loro assegnazione in base alla mappa del disagio locale.

Bisogna inoltre tenere presente che durante la presentazione dei Buoni Spesa il Premier Giuseppe Conte ha fatto uno specifico appello alla grande distribuzione, al fine di chiedere un ulteriore contributo nella loro utilizzazione. Nella pratica, si domanda alla GDO e ai negozi aderenti di garantire un ulteriore sconto del 5% o 10% in favore di coloro che utilizzeranno i buoni per fare la spesa. In questo modo, si conta di massimizzare ulteriormente l’efficacia della misura consentendo un aumento reale del potere d’acquisto delle famiglie che li utilizzeranno.

Buoni Spesa: le regole di erogazione del Comune di Milano

Il Comune di Milano ha scelto di erogare i Buoni Spesa destinandoli innanzitutto ai cittadini monoreddito, oppure senza alcuna forma di reddito, che vivono pagando il mutuo o l’affitto per la prima casa. Le regole prevedono inoltre una disponibilità economica sul conto corrente non superiore a 5mila euro al 31 marzo 2020, oltre ad un reddito familiare complessivo nell’anno 2018 inferiore a 20mila euro.

Vi è inoltre il caso di coloro che hanno un perso il lavoro dopo il 1° febbraio 2020 a causa dell’emergenza Covid-19 e che rispettano i requisiti appena evidenziati. Rispetto all’ordine di consegna, il Comune di Milano ha deciso di garantire la precedenza ai nuclei familiari con figli minori o anziani di età superiore ai 65 anni, ai lavoratori autonomi con reddito incerto ed a chi non risulta già beneficiario del reddito di cittadinanza (oppure di altre misure di sostegno al reddito), oltre che ai non proprietari del 100% di altri immobili dopo la prima casa.

A livello operativo, è possibile ricevere un buono di 150 euro per due mesi con una famiglia fino a 3 componenti, oppure di 350 ero per famiglie con più di 3 componenti. Il modulo per fare richiesta dei buoni è disponibile presso il sito internet del Comune di Milano.

Roma: ecco come funziona la distribuzione dei Buoni Spesa alimentari

Anche per quanto concerne il Comune di Roma, come risulta evidente dalle precedenti premesse, la distribuzione dei buoni alimentari verrà regolata sulla base dello stato di bisogno e difficoltà delle famiglie destinatarie. In questo senso, nella capitale italiana si è deciso di procedere assegnando la priorità ai nuclei che non possono beneficiare di altri provvedimenti.

I buoni spesa verranno assegnati fino a 300 euro per famiglie composte da massimo 2 persone, fino a 400 euro per massimo 4 persone e fino a 500 euro per nuclei composti da 5 o più persone.

Per la domanda serve utilizzare un modulo scaricabile dal sito web del Comune e da inviare tramite email con oggetto “Richiesta assegnazione del contributo economico - Covid 19”. Tra i dettagli a cui prestare particolare attenzione vi è la scadenza: è stato infatti definito nel prossimo 16 aprile 2020 il termine ultimo per poter procedere all’inoltro della pratica.

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Le regole di assegnazione per la città di Napoli

Il Comune di Napoli ha deciso di assegnare i buoni spesa alimentari in base all’effettiva residenza nel territorio comunale e per i titolari di residenza di prossimità o richiedenti asilo, oppure per le persone in attesa di protezione internazionale. Risultano compresi anche coloro che hanno effettuato la relativa domanda pur senza aver ottenuto il riscontro del riconoscimento.

Sono invece esclusi coloro che percepiscono altri sostegni di carattere pubblico, come ad esempio il reddito di cittadinanza, oltre a chi ha un contratto di lavoro in corso o usufruisce di ammortizzatori sociali (cassa integrazione). Sono altresì esclusi dai buoni spesa i titolari di un assegno pensionistico.

La distribuzione dei buoni avverrà con un contributo di 300 euro per nucleo familiare, incrementabile di 20 euro a settimana per ogni famiglia con all’interno un minore da 0 a 12 mesi. L’utilizzo dei buoni spesa è consentito fino al prossimo 15 maggio, mentre la domanda va effettuata all’apposita casella di posta elettronica reperibile sul Comune di Napoli. È attivo inoltre un numero telefonico di assistenza alla compilazione (0817955555), mentre resta possibile chiedere un aiuto nell’inoltro della pratica anche ai CAF che risultano convenzionati.

La città di Palermo apre 50 sportelli per i Buoni Spesa alimentari

Il Comune di Palermo ha stabilito un piano di contributi che va dalle 60 alle 150 euro settimanali per le famiglie che risultano del tutto prive di reddito, oppure da 30 a 120 euro per famiglie con reddito fino a 400 euro. Si arriva a 90 euro alla settimana per le famiglie con reddito a partire dalla precedente soglia e fino a 560 euro mensili.

Per il provvedimento la giunta Comunale ha stanziato la somma complessiva di oltre 5 milioni di euro, ricevuta dal governo negli scorsi giorni e destinata all’emissione dei buoni spesa alimentari. L’erogazione avverrà sulla base di un’autocertificazione destinata alla protezione civile cittadina e indirizzata al sistema di aiuto alimentare.

La centrale unica per l’assegnazione alle famiglie in difficoltà raccomanda di effettuare una sola domanda per nucleo familiare. La procedura è disponibile presso il sito https://protezionecivile.comune.palermo.it.

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Come richiedere i Buoni Alimentari presso la città di Bari

La città di Bari ha avviato la distribuzione dei buoni spesa alimentari prevedendone la consegna ai cittadini con ISEE inferiore a 3mila euro che non percepiscono altri contributi pubblici, oppure ai cittadini che non rientrano nel precedente vincolo e che si trovano in stato di necessità. In questo caso, la condizione andrà esaminata e validata tramite un colloquio telefonico (gli assistenti sociali provvederanno ad assistere il richiedente nella compilazione del modulo).

I buoni non saranno consegnati fisicamente dagli uffici (pertanto si invitano i richiedenti a non presentarsi in nessun ufficio fisico), visto che la richiesta potrà essere effettuata dal sito web del Comune. È previsto un importo di 100 euro per ogni nucleo familiare, con un massimo di 400 euro al mese. I buoni sono utilizzabili solo per l’acquisto di generi alimentari (come già avviene per tutti gli altri casi).