Autore: Stefano Calicchio

INPS - Ammortizzatori sociali

Coronavirus, allo studio il Reddito di Emergenza: verso 3 miliardi di stanziamenti

Con il prossimo decreto in arrivo ad aprile si punta ad allargare la platea dei beneficiari delle misure previste nel “Cura Italia”. Coinvolte potenzialmente tre milioni di persone.

Continuano ad emergere nuovi dettagli in merito alle misure di tutela che il governo ha allo studio e che dovrebbero concretizzarsi attraverso un decreto in arrivo entro la metà del mese corrente. Secondo le ultime dichiarazioni rilasciate dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, il prossimo pacchetto di provvedimenti dovrebbe impegnare risorse per circa 15 miliardi di euro.

All’interno di questo budget, 3 miliardi di euro dovrebbero essere destinati al nuovo reddito di emergenza, con un coinvolgimento potenziale di tre milioni di persone. In questo modo si cerca di allargare le tutele già garantite nel corso di queste settimane dallo scoppio del Coronavirus, visto che “c’è una parte di cittadini che non ha alcun sostegno”.

“Per tutte queste persone che non hanno altri sostegni” prosegue l’esponente del Ministero del Lavoro “il reddito di emergenza sarà un aiuto in questo periodo anche di crisi economica”, garantendo così un sostegno importante.

Gli ultimi dati in arrivo dall’Inps: bonus da 600 euro a 5 milioni di beneficiari

Nel frattempo dall’Inps continuano ad emergere nuovi aggiornamenti rispetto alle domande presentate dai lavoratori per l’accesso alle tutele previste all’interno del decreto Cura Italia. Secondo le evidenze fornite nella giornata di ieri, le domande arrivate in via telematica sono state 2 milioni e 456mila, con il coinvolgimento potenziale di una platea di oltre 5 milioni di beneficiari.

A specificarlo è la stessa Inps, precisando che 2,09 milioni di domande riguardavano il bonus da 600 euro, mentre 184201 domande sono correlate ai congedi di natura parentale e 20468 pratiche risultano collegate al bonus baby sitting. Infine, riguardo alla disoccupazione: le domande per la Cigo corrispondono a 101mila, con una platea potenziale di oltre 1,9 milioni di beneficiari. Le domande per l’assegno ordinario corrispondono invece a 58mila, con una platea di 950mila persone.

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Avedisco prosegue la battaglia per il riconoscimento dell’indennità in favore degli autonomi

Nel frattempo continuano le rivendicazioni da parte dei lavoratori che al momento sono rimasti fuori dal perimetro d’azione del bonus da 600 euro. Avedisco (l’Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori) ha chiesto all’esecutivo di intervenire affinché l’indennità possa essere riconosciuta anche in favore degli Agenti di Commercio e degli Incaricati alla Vendica Diretta a Domicilio con partita Iva.

Queste figure risultano infatti escluse dal precedente decreto. Dopo un dialogo attivo con i decisori pubblici, l’Associazione ha spiegato che una parte degli Agenti sono stati ricompresi dall’Inps all’interno delle precedenti misure, ma tra questi non figurano gli incaricati abituali (iscritti alla gestione separata).

Secondo quanto evidenzia il Presidente di Avedisco, “una parte dei nostri incaricati alla vendita svolge questa attività per arrotondare il reddito, ma tanti invece sono partite Iva, iscritti alla Gestione separata e hanno come unica entrata i profitti di questo lavoro”. Si tratta di oltre 40mila persone in tutta Italia che risultano ferme ormai da un mese senza possibilità di generare reddito ed al contempo senza sostegni sociali.

Tutto ciò, considerando che “il periodo che stiamo vivendo rischia di protrarsi a lungo e anche quando l’emergenza rientrerà, servirà tempo per tornare alla normalità, prima che la gente si senta nuovamente libera di accogliere in casa i nostri Incaricati alla Vendita”.

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