Autore: Stefano Calicchio

INPS - Cassa integrazione

Cassa integrazione Inps Coronavirus, in molti domandano quando arriva: la prova della verità entro pochi giorni, ma intanto si attiva l’opzione di anticipo da banche e Poste

L’ente pubblico di previdenza ha preso l’impegno formale di eseguire i pagamenti entro il prossimo 30 aprile, ma non tutte le forme di sussidio potranno rispettare la scadenza: ecco perché e come comprendere in quale caso si rientra.

Con il deflagrare dell’epidemia dovuta al Coronavirus il governo è dovuto correre ai ripari non solo imponendo severe regole sanitarie, ma anche attraverso un rafforzamento dei sussidi volti al sostegno economico dei lavoratori più colpiti. Tra questi meccanismi di tutela la cassa integrazione ha occupato certamente un ruolo fondamentale, anche solo considerando le ingenti risorse destinate a copertura delle richieste.

Al momento è certo che si potrà effettuare una prima richiesta per ottenere l’autorizzazione da parte dell’Inps a 5 settimane di copertura, mentre con una seconda richiesta si potranno aggiungere ulteriori 4 settimane di tutela (per un totale massimo di 9 settimane).

D’altra parte, appare ovvio che le difficili condizioni economiche che caratterizzano la fase di ripartenza potrebbero portare l’esecutivo ad estendere ulteriormente i periodi di fruizione, considerando che le regole di distanziamento sociale rischiano di rallentare anche la ripresa del sistema.

Cassa Integrazione Inps per Coronavirus: quando arriva il pagamento

Rispetto all’arrivo del pagamento, sono in molti a domandarsi quando si concretizzerà effettivamente l’accredito sul conto corrente. Generalmente i tempi riguardanti i flussi prevedono circa due mensilità, ma l’Inps ha chiarito di voler accelerare i processi di gestione delle domande riducendole ad un mese. Per questo motivo, molti potrebbero vedersi accreditare il sussidio di welfare già entro la fine di aprile.

Attenzione però, perché tali considerazioni valgono solo per la Cigo, cioè per il pagamento della cassa integrazione ordinaria. Questo perché i lavoratori che hanno richiesto il pagamento della Cigd (ovvero della cassa integrazione in deroga) devono passare per la valutazione delle pratiche affidata alle Regioni. Il passaggio in più rende quindi impossibile stabilire a priori quando potrà concretizzarsi l’accredito.

TI POTREBBE INTERESSARE: Il Bonus 600 euro Inps verso le 800 euro a maggio 2020: si pensa al rinnovo automatico, ma è caccia ai furbetti

Cassa integrazione: l’anticipo del datore di lavoro o di banche e Poste

È chiaro che la situazione ideale si concretizza in caso di anticipo da parte del datore di lavoro, un’eventualità non sempre possibile, ma che rende più semplice vedere accorciarsi le tempistiche di pagamento (tenendo a mente che l’azienda effettuerà poi il recupero attraverso compensazione).

Quando il passaggio precedente non è possibile, resta disponibile l’anticipo della cassa integrazione da parte delle banche. A tal proposito è stato siglato un apposito accordo tra Abi e governo, grazie al quale la procedura dovrebbe velocizzarsi ulteriormente rispetto ai tempi ordinari. Anche presso Poste Italiane è possibile inviare un’apposita richiesta, grazie alla quale sarà possibile ricevere in anticipo sia il trattamento di cassa integrazione ordinario che quello in deroga.

TI POTREBBE INTERESSARE: Concorso Scuola per Istruzione primaria e secondaria: ecco i bandi 2020 per 62mila insegnanti all’interno della Gazzetta Ufficiale