Autore: Stefano Calicchio

INPS - Ammortizzatori sociali

Bonus da 600 euro a partire da lunedì: per il CNA molti autonomi a rischio esclusione

Secondo quanto evidenziato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, molti autonomi sono a rischio di esclusione dal bonus delle 600 euro. Ecco perché un comunicato esprime “totale disaccordo” sulla procedura Inps.

Dalla CNA arriva un severo monito rispetto alla procedura di assegnazione delle indennità da 600 euro prevista per i lavoratori autonomi all’interno del decreto legge “Cura Italia”. Secondo quanto ha reso noto l’Inps, il bonus sarà assegnato in base alla ricezione di un Pin personale, che dovrà essere richiesto da parte di ogni singola persona interessata attraverso una procedura dall’apparenza semplice.

Ma proprio questo metodo sarebbe al centro delle critiche espresse dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della PMI, visto che il meccanismo “costringe ogni singolo interessato a interagire con sistemi tecnologici spesso posizionati nell’azienda, che magari ha l’attività sospesa, si trova in una zona non coperta dalla banda larga e non nello stesso Comune” di residenza.

In sintesi, per molti potenziali richiedenti l’invio della propria domanda all’Inps potrebbe diventare estremamente difficile, con complicazioni burocratiche che al posto di portare verso una necessaria semplificazione rischiano di tagliare fuori dal perimetro delle tutele una parte importante della platea dei beneficiari.

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Bonus da 600 euro: CNA in totale disaccordo con la modalità prospettata dall’Inps

D’altra parte, secondo la stessa CNA il numero elevato di richieste potrebbe portare a blocchi e rallentamenti nell’accesso al sito dell’istituto, “con la forse inevitabile ma discutibile esclusione di potenziali beneficiari dell’indennità”. Persone che in un momento come quello attuale hanno la necessità di sentire vicino lo Stato e non di confrontarsi con un apparato burocratico “autoreferenziale e tecnocratico”.

Per questi motivi, la Confederazione esprime il proprio “totale disaccordo con la modalità prospettata dall’Inps e chiede che vengano prese in considerazione soluzioni più idonee e pratiche”, come ad esempio l’invio massimo delle richieste operato per mezzo degli enti di patronato, così da scongiurare l’avverarsi di esclusioni discriminatorie.

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