Autore: Stefano Calicchio

INPS - Ammortizzatori sociali

10
Apr

Bonus 600 euro anche per chi percepisce una pensione di invalidità

Gli ultimi aggiornamenti in merito al bonus 600 euro chiariscono definitivamente come funziona la misura di sostegno in caso di invalidità. La nuova indennità è pensata per sostenere anche i lavoratori invalidi colpiti dall’emergenza sanitaria ed economica dovuta al Coronavirus.

Sul Bonus 600 euro erogato in favore dei cittadini con invalidità colpiti dagli effetti del Coronavirus emergono importanti novità e conferme, stante la situazione di incertezza sviluppatasi negli scorsi giorni in relazione ad alcuni casi particolari. Il riferimento va proprio ai titolari di un assegno di invalidità, che secondo alcuni patronati rischiavano di restare esclusi dalle tutele della nuova indennità.

Ma partiamo dall’inizio e ricordiamo innanzitutto che attraverso la pubblicazione del decreto legge Cura Italia il governo ha messo sul piatto uno stanziamento complessivo di circa 2,9 miliardi di euro, in grado quindi di sostenere le domande di 4,7 milioni di persone. Quest’ultime potranno essere presentate anche grazie ad un Pin semplificato.

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Bonus 600 euro possibile anche per chi percepisce una pensione di invalidità

Con una recente circolare dell’Inps riguardante il bonus 600 euro sono arrivati importanti chiarimenti anche per coloro che percepiscono una pensione di invalidità. L’ente pubblico di previdenza ha infatti confermato che non sussiste una incompatibilità tra le due erogazioni di welfare.

In particolare, l’Inps ha formalmente sancito che si esclude “qualsiasi ipotesi di incompatibilità con le prestazioni assistenziali riconosciute a disabili civili, ciechi civili e sordi”. Coloro che percepiscono una pensione di invalidità civile (circa 290 euro al mese) o un altro assegno di invalidità (come nel caso di quello destinato a sordità o cecità) potranno quindi procedere alla richiesta dell’indennità da 600 euro, ovviamente nel caso in cui posseggano anche gli altri requisiti previsti dalla legge.

Per coloro che non avessero inviato la propria domanda per via del dubbio sovraesposto, resta ancora possibile procedere in autonomia attraverso i servizi telematici e telefonici forniti dall’Inps, oppure per mezzo dell’assistenza fornita da un patronato.

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