Autore: Stefano Calicchio

Pensione - Ammortizzatori sociali

Anna Giacobbe (Auser): ’condizione difficile, serve sostenere la ripartenza attraverso uno sviluppo sostenibile’

Intervista alla Vice Presidente di Auser Liguria Anna Giacobbe. Rischi per lo scenario post-emergenziale, «ma gli anziani hanno anche tante risorse, tanta voglia di dare ancora senso al proprio tempo».

Di fronte al drammatico sviluppo dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus Auser è in campo sul territorio attraverso i propri volontari ed i propri servizi di assistenza al fine di sostenere le persone anziane sole e fragili. A questo proposito, abbiamo intervistato la Vice Presidente di Auser Liguria Anna Giacobbe.

Partiamo facendo il punto della situazione rispetto alle persone anziane presenti sul territorio ligure. Quali sono al riguardo le principali urgenze di cui si sta occupando l’Auser durante questa fase di emergenza?

Le persone anziane non solo sono più esposti al rischio del contagio, per la presenza di altre patologie; le stesse, necessarie, misure per ridurre il contagio rischiano di essere causa di molti problemi. Isolamento, solitudine, malinconia, non sono una novità per molti anziani; ma oggi il rischio che si diffondano e si amplifichino c’è tutto. É inevitabile? Ce ne dobbiamo fare una ragione? No. Oggi gli anziani hanno ancor più bisogno che ci si occupi di loro.

C’è poi la condizione di chi è ricoverato in strutture: l’impossibilità di vedere i parenti, di essere aiutati da chi normalmente faceva loro compagnia qualche ora al giorno o alla settimana, sta condizionando pesantemente la loro vita. Il personale delle strutture fa quello che può, e anche di più; ma certo non può sostituire la relazione con le persone care.

La rapida diffusione del Coronavirus ha richiesto una pronta riorganizzazione dei vostri servizi di supporto e assistenza. In questo senso, come state affrontando i rischi e le incognite dovute all’attuale situazione di incertezza?

Auser si occupa di protezione degli anziani fragili e di promozione dell’invecchiamento attivo, attraverso tante attività. Da un lato ci sono i supporti che il nostro “Filo d’Argento” offre con il trasporto protetto a visite mediche o accertamenti diagnostici, o per fare la spesa e le piccole commissioni; dall’altra il gioco, il movimento, il turismo sociale, il ballo e tanti laboratori di cucito, pittura, scrittura creativa.

Tutto questo ha dovuto mutare di segno: le persone anziane devono, insisto devono, stare a casa: entrambi i nostri ambiti di intervento hanno rischiato di fermarsi. I centri sociali sono chiusi, le visite non urgenti rinviate.

Anche per Auser è stato necessario cambiare il proprio modo di agire. I Centri per anziani sono chiusi, ma ci si fa compagnia per telefono: ogni settimana sono più di mille le telefonate di compagnia che offrono agli anziani liguri almeno qualche minuto di sollievo, di attenzione. E poi c’è l’istruttrice dei corsi di ginnastica dolce che registra dei video e li manda a casa delle persone; non si cuciono i vestiti per Carnevale, ma le “mascherine”, i dispositivi di protezione; e così via.

Invece di fare trasporto protetto di persone, quelle persone si fanno stare a casa e si portano loro la spesa, i farmaci e si fanno piccole commissioni.

In molti cominciano a chiedersi quale sarà il reale scenario post-emergenziale, stante che molte criticità potrebbero emergere proprio quando arriverà il momento di fare i conti con gli strascichi dell’epidemia. Quali sono secondo lei gli aspetti di maggiore criticità e quali potrebbero essere le migliori modalità di coordinamento?

Attraverseremo certamente una fase difficile; c’è da augurarsi che questa esperienza così dura faccia maturare la consapevolezza che nel sistema economico e sociale ci sono cose da rivedere radicalmente.

La condizione materiale di tante persone sarà particolarmente difficile, per la perdita del lavoro e la chiusura di attività. Essenziale che, come si è iniziato a fare, gli interventi di sostegno al lavoro, gli ammortizzatori sociali in senso lato, gli aiuti alle imprese, i contributi a chi è in situazioni di grave deprivazione, siano adeguati, certi, e mirati a sostenere la ripartenza di uno sviluppo sostenibile.

Qualcosa dovremmo avere imparato anche sul valore del servizio sanitario pubblico, sul valore del lavoro di chi vi opera, sull’urgenza di uscire da un sistema “mercantilistico” e da una autonomia regionale che è andata oltre ogni senso. E gli anziani? Anche per loro la condizione sociale conta: avere a che fare con problemi economici propri, dei figli o dei nipoti può fare davvero la differenza tra il disagio di qualche settimana o mese, e una tragedia, uno sconvolgimento della propria vita.

D’altro lato, il rischio che le relazioni tra persone si allentino è un problema per tutti... un anziano finisce per pensare (meglio, per sentire) di non avere il tempo per recuperare; di non averne le condizioni materiali. Ma gli anziani hanno anche tante risorse, tanta voglia di dare ancora senso al proprio tempo.

Tra le iniziative dell’Auser in favore delle persone anziane sole c’è anche il Filo d’Argento, con la contestuale attivazione del numero verde gratuito 800-995988. Può spiegare ai lettori quale obiettivo si pone il servizio?

È un servizio ormai “storico” di Auser. Le persone che hanno bisogno di trasporto protetto, di compagnia domiciliare o telefonica, di commissioni, ecc. possono chiamare quel numero, essere indirizzati alle sedi più vicine e ricevere il supporto dei volontari nelle attività che ho descritto prima. Il call-center nazionale è collocato a Genova, e risponde tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8 alle 20.

Infine, un’ultima domanda riguardo chi volesse offrire il proprio aiuto: quali sono le migliori modalità per sostenere Auser nei propri sforzi di fronte all’emergenza?

Oggi abbiamo bisogno di nuovi volontari, anche un po’ più giovani dei nostri fieri e validi volontari storici; a loro non possiamo chiedere di uscire di casa per aiutare altri. Iscriversi ad Auser è un altro modo di sostenere, non solo finanziariamente, l’associazione: sono 15 euro ben spesi.

E poi c’è un modo semplice, che non costa nulla: destinare ad Auser il 5 x mille al momento della dichiarazione dei redditi, una quota delle proprie tasse che si pagherebbero comunque e che arriva all’associazione, che lo distribuisce nei territori per le attività del Filo d’Argento: il “numero magico” è 97321610582.

(Dichiarazioni raccolte in esclusiva - Si prega di citare la fonte in caso di ripresa).