Vaccino Covid-19: i consulenti del lavoro vorrebbero fosse obbligatorio

Vaccino Covid-19: i consulenti del lavoro vorrebbero fosse obbligatorio

L’obbligo del vaccino contro il Covid-19 è suggerito dalla Fondazione Studi del Consiglio nazionale degli ordini dei consulenti del lavoro: scopriamo il perché.

La Fondazione Studi del Consiglio nazionale degli ordini dei consulenti del lavoro ritiene il vaccino contro il Covid-19 una misura essenziale per poter tutelare l’integrità fisica e la salute dei lavoratori. Per tale motivo la Fondazione ha spiegato tramite l’approfondimento del 22 dicembre 2020 che i datori di lavoro devono dovrebbero rendere obbligatoria la vaccinazione dei loro dipendenti applicando la norma dell’articolo 2087 del Codice Civile.

Vaccino obbligatorio: la richiesta della Fondazione Studi

Gli esperti della Fondazione Studi del Consiglio nazionale degli ordini dei consulenti del lavoro sostengono che «Solo il vaccino obbligatorio impedirà il contagio in azienda». La Fondazione chiede anche ulteriore chiarezza riguardo la regolamentazione e la legislazione attualmente in vigore in quanto ritengono che ci siano dei punti poco chiari soprattutto nel rapporto tra i protocolli anti-contagio negli ambienti di lavoro e il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro.

L’articolo 42 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 sostiene che l’infezione da Coronavirus può essere considerata allo stesso modo rispetto a un infortunio sul lavoro. Questa stessa considerazione era stata fatta in precedenza anche nei confronti dell’infezione carbonchiosa causata dall’antrace e l’infezione malarica.

Alla luce di quanto appena detto, gli esperti si chiedono quali azioni devono essere fatte dal datore di lavoro per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro dei dipendenti e anche quali sono gli obblighi che hanno i lavoratori.

Per rendere l’ambiente lavorativo sicuro, i datori di lavoro devono attualmente seguire quanto stabilito dall’articolo 2087 c.c., inoltre devono ottemperare le indicazioni in tema di prevenzione del contagio che si trovano raccolte all’interno del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 24 aprile 2020.

Secondo gli esperti, le misure richieste dal Governo risultano essere molto costose per i datori di lavoro e allo stesso tempo non forniscono una vera e propria garanzia di contenere il contagio di Covid-19 nei luoghi di lavoro.

Insomma, per i consulenti del lavoro non bastano le attenzioni richieste fino ad ora, ma solo il vaccino è l’unico vero modo per eliminare i contagi e per vincere l’infezione. Per garantire la sicurezza degli ambienti lavorativi, il datore di lavoro dovrebbe quindi obbligare tutti i suoi dipendenti a vaccinarsi aderendo in tal modo alla campagna di vaccinazioni attualmente in atto in Italia.

Gli esperti chiariscono che questo obbligo risulta essenziale soprattutto per coloro che operano in ambienti in cui è difficile portare avanti le misure anti-contagio attualmente in atto per via del particolare tipo di lavoro svolto oppure a causa dei locali in cui si svolgono le attività lavorative.

Alla luce di quanto detto, gli esperti della Fondazione Studi ritengono essenziale che venga varata una norma per rendere obbligatorio il vaccino per i lavoratori. Questo dovrebbe essere fatto allo scopo di prevenire il contagio alla stregua di mascherine, gel disinfettanti e distanziamento sociale attualmente obbligatori grazie al protocollo condiviso che regolamenta le misure anti-contagio.