Autore: B.A

Torino, bar e ristoranti tornano a chiudere. Per un centinaio il coraggio di riaprire non è bastato

Più o meno 100 tra bar, ristoranti e simili chiudono i battenti di nuovo, perché la riapertura non ha funzionato.

Tra i settori più colpiti dalla grave crisi economica del coronavirus, quello del food & beverage è senza dubbi ai primi posti. Ristoranti, bar, pub, trattorie e così via. Dopo i mesi di chiusura in tutta Italia, con zero guadagni, le riaperture non hanno prodotto i risultati sperati. La crisi economica, le nuove abitudini della gente e la paura del virus, hanno inevitabilmente intaccato la voglia delle persone, di tornare a frequentare queste attività ricreative e di svago.

Aiuti economici dal governo ne sono arrivati pochi, mentre bollette, tasse e balzelli vari continuano a vessare queste attività. E molte di queste, che hanno trovato il coraggio di riaprire, adesso tornano a chiudere le saracinesche. Dal Piemonte, tra le Regioni più colpite dalla pandemia, arrivano segnalazioni di numerose attività che sono state chiuse dai loro gestori perché la crisi non ha lasciato loro altra strada. Ne parla eloquentemente il sito torinese “mole24.it”.

Bar e ristoranti chiudono di nuovo

Sono circa un centinaio i bar e ristoranti che chiudono di nuovo, dopo aver avuto il coraggio di riaprire dopo il lockdown. Aperture che evidentemente sono state inferiori alle attese dal punto di vista dei guadagni, con il ristoro delle perdite che non c’è stato.
Sono molte le attività che hanno tentato di riaprire, con la speranza di una sollecita e netta ripresa delle loro attività. Speranza che ha cozzato con la dura realtà, con i ritmi del lavoro e con i pochi avventori che hanno prodotto attività in perdita. In pratica, dopo le perdite per il lockdown, sono arrivate le perdite anche con le riaperture. La situazione diventata insostenibile ha costretto come dicevamo, un centinaio di locali in Piemonte, a chiudere di nuovo. Ma non è solo il Piemonte naturalmente, perché questa situazione si può tranquillamente estendere a tante altre realtà regionali della nostra penisola.

Qualcuno rimanda tutto a settembre

Le perdite non sono sostenibili, e molti pensano che sia addirittura più conveniente tornare a chiudere. Almeno non si pagano i costi del personale, le bollette più care per via delle attrezzature accese e così via. Limitare i danni, questo ciò che pensano questi gestori che adesso tornano a chiudere le loro attività, dopo poche settimane dalle riaperture.

Si riprova a riaprire a settembre, come sottolinea anche Ascom-Confcommercio. Da una analisi dell’associazione infatti, molte di queste attività adesso chiudono di nuovo, perché dopo un mese di speranze e ottimismo hanno dovuto arrendersi all’evidenza, rimandando l’eventuale nuovo tentativo a settembre.

Tanti bar e ristoranti hanno la pausa-pranzo dei lavoratori, dato che ancora adesso si sta privilegiando lo smart working. La speranza, virus permettendo è che a settembre si ritorni ad una parvenza di normalità anche da questo punto di vista. In pratica, un rimandare il rilancio dell’attività a tempi migliori.