Tesla rende ricchi i primi azionisti: giovane americano investe nel 2013 e diventa milionario, andando in pensione a 39 anni

Tesla rende ricchi i primi azionisti: giovane americano investe nel 2013 e diventa milionario, andando in pensione a 39 anni

Fa il giro del mondo la storia di un 39enne statunitense diventato milionario investendo sul Titolo Tesla. In pensione prima dei 40 anni, ecco come ha fatto.

Andare in pensione a 39 anni grazie a un investimento sui titoli Tesla. È quanto ha fatto Jason DeBolt, un ragazzo americano che in tempi non sospetti ha deciso di investire con coraggio nell’azienda automobilistica di auto elettriche e che ha mantenuto nel tempo la propria posizione nonostante gli alti e bassi vissuti dalla compagnia. La sua storia oggi ha fatto il giro del mondo dopo un suo post su Twitter, dove raccontava le proprie vicende.

Il giovane non era comunque a digiuno di tecnologia e probabilmente ha saputo vedere lontano all’interno di un settore che nel tempo ha avuto uno sviluppo per molti inaspettato. Certo, probabilmente non si sarebbe aspettato nemmeno lui di poter comunicare su twitter, dopo pochi anni, il proprio pensionamento. Ma procediamo per ordine e vediamo in che modo la storia ha avuto inizio.

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Ecco come Tesla rende milionari gli investitori pionieri

Dal punto di vista pratico, Jason DeBolt ha iniziato a investire in Tesla sin dal lontano 2013, acquistando 2500 azioni a 7,50 dollari. Negli anni seguenti, il giovane investitore ha proseguito con piccoli acquisti, arrivando a possedere oggi un patrimonio complessivo rivalutato di 12 milioni di dollari. Quanto basta per licenziarsi e vivere di rendita a vita.

Ma nonostante la possibilità di liquidare il capitale, l’investitore di lungo termine non sembra intenzionato a prendere profitto. Su Twitter ha spiegato di non avere ragioni per vendere azioni Tesla nel prossimo futuro, aspettandosi una continua crescita dell’azienda. Per DeBolt, Tesla ha ancora “molta da dire e potrebbero non esserci compagnie simili nei prossimi anni”. Secondo le sue previsioni, la società potrebbe arrivare a valere anche 20 o 30mila dollari per azioni entro la fine del prossimo decennio.