Taglio cuneo fiscale: soldi indietro al Fisco, ma in 10 rate

Taglio cuneo fiscale: soldi indietro al Fisco, ma in 10 rate

Nel decreto Milleproroghe appena licenziato dalla Camera, aumentano le rate per dare i soldi indietro per un bonus non spettante.

Il Dl 182/2020 ha prodotto la novità del bonus Irpef proveniente dal taglio dll cuneo fiscale. Un bonus Irpef che ha sostituito il bonus Renzi e che ha una platea più vasta del precedente. Ma è un bonus fiscale commisurato ai redditi del contribuente e ad una lunga serie di altri fattori. Per questo può capitare che il bonus debba essere restituito. Con il decreto Milleproroghe però è stato stabilito che tale eventuale restituzione del benefit possa avvenire in 10 rate.

Taglio cuneo fiscale e restituzione

Restituire al Fisco i soldi della detrazione Irpef può essere effettuata in 10 rate e non più in 8 come inizialmente previsto. È l’articolo 22 del decreto Milleproroghe ad aver introdotto questa novità. Si tratta dell’articolo del Milleproroghe inserito durate il classico iter parlamentare per la conversione in legge. Un articolo resosi necessario dalla stabilizzazione del provvedimento dopo l’avvio sperimentale del luglio 2020.

Beneficio superiore a quello spettante

Il bonus Irpef riguarda anche alcuni lavoratori prima esclusi dal bonus Renzi da 80 euro, come gli incapienti o come chi rientra nella no tax area. Per questo, la restituzione totale del bonus è improbabile. Piuttosto ciò a cui molti lavoratori potrebbero andare incontro è la fruizione di un bonus superiore a quello effettivamente spettante.

Infatti il benefit è per redditi anche piuttosto elevati, ma con un meccanismo a scalare che porta il bonus a ridursi fino ad azzerarsi per redditi fino a 40.000 euro. In pratica, il benefit è pari a 100 euro al mese per redditi fino a 28.000 euro mentre per quelli superiori e fino a 40.000 euro, si scende via via fino a non prevedere bonus per chi supera la soglia massima.

In caso di superamento delle soglie di reddito prestabilite non sarà raro trovare soggetti che dovranno provvedere alla restituzione delle somme di cui si è beneficiato ma per le quali il diritto non era totale.
È evidente pertanto che un soggetto che ha percepito il bonus in misura piena ma poi si scopre che ha superato la soglia dei 28.000 euro di reddito e quindi avendo diritto ad un bonus inferiore, dovrà restituirne una parte.

Aumentano le rate a disposizione

E la novità è proprio nei tempi di restituzione che come dicevamo passano da 8 rate a 10. Questo però a condizione che l’importo che andrà restituito superi i 60 euro. La novità ha già avuto il via libera della Camera lo scorso 23 febbraio e adesso dovrebbe essere definita positivamente con tutto il decreto Milleproroghe al Senato. È una delle novità previste in fondo al testo di conversione in legge del Decreto Milleproroghe, che ha ricevuto l’ok ieri 23 febbraio 2021 alla Camera, e che ora è in via di approvazione definitiva al Senato.