Autore: Giacomo Mazzarella

TFR - Pensione

Statali e Tfs, ecco chi può richiedere fino a 45mila euro di anticipo

Ok all’anticipo Tfs per i lavoratori del settore pubblico, dal 18 novembre via alle domande.

E alla fine è arrivata la tanto attesa circolare Inps con le istruzioni su come recuperare l’anticipo del Tfs per i lavoratori statali. L’Inps ha pubblicato sul suo portale ufficiale la tanto attesa circolare esplicativa con la quale delinea tutte le caratteristiche di questo provvedimento.

La circolare Inps per l’anticipo del Tfs

La circolare dell’Istituto (anzi, le circolari, visto che sono due), presenta il provvedimento e tutte le istruzioni utili per i dipendenti pubblici ad ottenere l’anticipo del Trattamento di Fine Servizio e del Trattamento di Fine Rapporto.

Un anticipo che molti attendevano di poter richiedere e che può arrivare fino a 45mila euro. A dire il vero l’operazione anticipo Tfs è scattata lo scorso ottobre, intorno alla metà del mese quando ci fu intesa nel Cda dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Una intesa circa il conferimento in capo all’Inps, della gestione del Fondo di garanzia relativo all’anticipo del Tfs e del Tfr spettante ai dipendenti pubblici. In questo provvedimento l’Inps farà da garante nei confronti delle banche che erogheranno materialmente gli anticipi.

Cosa spiega l’Inps con le circolari ufficiali

Le circolari in questione sono la n° 130 e la n° 131, oltre al messaggio n° 4315 del 17 novembre. Il via alle richieste di anticipo è stabilito a far data dal oggi 18 novembre. Anticipo massimo fino a 45 mila euro.

L’Inps ha annunciato quindi a chi si rivolge l’anticipo e quale è la procedura operativa per richiederlo. Una soluzione necessaria per i lavoratori ed utile a dribblare i normali tempi di erogazione del Tfs che in generale sono variabili in media, tra uno e due anni, anche se per esempio per la quota 100 possono arrivare fino a 7 anni.

L’anticipo del Tfs o del Tfr è destinato nello specifico ai lavoratori nell’orbita della pensione di vecchiaia, della pensione anticipata ed anche della quota 100. Per questo, sono esclusi dall’anticipo coloro che hanno accesso ad una qualsiasi delle altre misure pensionistiche che non siano quelle tre.

A titolo di esempio, i dipendenti delle Forze di Sicurezza non hanno diritto all’anticipo e devono attendere i normali tempi di erogazione. Così come le lavoratrici che magari puntano a lasciare i loro posti di lavoro con il regime sperimentale donna (cd Opzione donna).

Per poter ottenere l’anticipo, l’Inps ha confermato che serve la certificazione del diritto allo stesso anticipo, da richiedere all’Inps stessa o alle amministrazioni nel caso siano loro a doverla rilasciare. Una autorizzazione che dovrebbe essere rilasciata entro 90 giorni dalla richiesta.

Solo a certificazione ottenuta il lavoratore potrà presentare la domanda alla banca per l’erogazione dell’anticipo. Per le domande la procedura prevista è quella canonica utilizzata per qualsiasi altra domanda all’Inps.

Domande in modalità telematica quindi, tramite patronato o accedendo all’area personale del sito Inps. Per verificare il nome delle banche che hanno aderito all’iniziativa e che potranno erogare l’anticipazione, il sito di riferimento è “lavoropubblico.gov.it/anticipo-tfs-tfr”.