Autore: G.M

TFR - Busta paga - Pensione

11
Lug

Statali: Tfs in 75 giorni, ufficiale la possibilità di anticipare la riscossione

Il trattamento di fine servizio potrà essere incassato con largo anticipo rispetto ai tanti mesi o addirittura anni di attesa di oggi

Il Trattamento di fine servizio (TFS) altro non è che il Trattamento di fine rapporto dei lavoratori statali. Si tratta di un accantonamento di soldi che ogni lavoratore fa ogni mese sulla sua busta paga e che viene incassato al termine del rapporto di lavoro. Si tratta della cosiddetta liquidazione o buonuscita che per gli statali da tempo è oggetto di contestazione per una evidente anomalia rispetto alla stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti del settore privato. Il problema è che nel Pubblico Impiego la liquidazione ai lavoratori che cessano il servizio e vanno in pensione è erogata a rate e soprattutto con diversi mesi di ritardo rispetto alla data di uscita dal servizio e rispetto a cosa accade nei settori lavorativi del privato. Una anomalia che la politica da anni cerca di risolvere e che forse adesso ha superato. Il Ministro Bongiorno, titolare del dicastero della Funzione Pubblica sta attuando una profonda riforma del Pubblico Impiego, dalla lotta ai furbetti del cartellino alle nuove e più snelle procedure di reclutamento. Inoltre si è deciso di concedere il Tfs entro 75 giorni con un meccanismo perà alquanto particolare che adesso andremo a spiegare.

Tetto massimo 45.000 euro

Il Ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno ha dato il via libera al decreto che prevede l’anticipo del Tfs come stabilito dal decreto del governo su quota 100 e reddito di cittadinanza, quello meglio conosciuto come decretone. Per chi è già andato in pensione e non ha ancora ricevuto il Tfs e per quanti andranno in pensione nei prossimi mesi, la liquidazione potrà essere incassata tutta entro 75 giorni purchè non superiore a 45.000 euro. Quanto spettante al lavoratore sarà erogato tramite una banca che lo stesso lavoratore dovrà scegliere. Naturalmente bisogna scegliere uno degli istituti di credito che hanno stretto convenzione con l’Inps. Un vero e proprio prestito bancario quindi. I soldi indietro alla banca però non sarà l’ex lavoratore e ormai pensionato a doverli restituire. Infatti verranno utilizzati dall’Inps i soldi che lo stesso lavoratore ha accantonato come buonuscita mese per mese. In pratica è un istituto di credito che anticipa i soldi al pensionato, con l’Ente pubblico per il quale ha prestato servizio a restituirli alle banche. Il governo istituirà anche un apposito Fondo di garanzia a copertura del prestito qualora l’Ente non restituisca l’anticipo alla banca.

La procedura

Deve essere l’Ente pubblico per cui il soggetto interessato all’anticipo del Tfs a produrre all’ex lavoratore al termine del rapporto di lavoro, la certificazione circa il diritto all’anticipo. Solo dopo questo passaggio il neo pensionato potrà presentare richiesta di anticipo alla banca da lui prescelta tra quelle presenti nella convenzione Inps-Abi. Dopo la richiesta, la banca per sua sicurezza presenterà richiesta all’Ente circa la bontà della richiesta fatta dal pensionato, cioè se lo stesso ha davvero diritto alla richiesta di anticipo effettuata. La banca dovrà per forza di cose liquidare l’anticipo del Tfs entro 15 giorni dalla data in cui l’Ente Pubblico ha confermato il diritto all’anticipo per il richiedente. Il decreto pone un limite massimo di attesa in 75 giorni.