Autore: B.A

Stagione estiva in pericolo? Si pensa a spostare gli stagionali del turismo in agricoltura

Idea alternativa dalla Regione Emilia Romagna che pensa di impiegare i lavoratori del turismo nei campi.

Il coronnavirus ha senza dubbio creato scompensi e anomalie in diversi settori lavorativi. Attività chiuse per il lockdown oggi e probabilmente ancora per un lungo periodo hanno causato una crisi senza precedenti o quasi (si deve tornare al dopoguerra del secondo conflitto Mondiale). E ci sono settori dove, al lockdown di oggi, si deve affiancare il dubbio sul futuro. Per esempio, nel settore turistico, oltre alle chiusure di questi giorni bisogna pensare anche a quello che succederà in estate. Ipotizzare lidi, stabilimenti balneari, hotel, villaggi vacanze, alberghi e strutture, aperte come nulla fosse, con turisti e vacanzieri come sempre, appare un esercizio azzardato. La stagione estiva è a rischio un po’ ovunque, con un danno inqualificabile per le imprese e per i titolari delle strutture alberghiere e ricettive, ma anche per i lavoratori del settore che vivono proprio in funzione della stagione lavorativa estiva. Un altro settore vessato dal coronavirus invece è l’agricoltura, questa volta più che per le chiusure, per il fatto che la quarantena, i divieti di spostamento e le difficoltà alla libera circolazione della manodopera, rischia di mettere in pericolo i raccolti. La manodopera agricola infatti, vive sostanzialmente di estero, perché sono stranieri molti degli addetti alle raccolte nei campi. Manodopera che adesso manca, perché non si può entrare in Italia liberamente e molti non vogliono entrare per paura della diffusione de Covid-19 che abbiamo in Italia. E in Emilia Romagna si pensa ad una soluzione interna che senza ombra di dubbio farà discutere e non poco. Ecco cosa sembra avere in serbo la Regione del Governatore Binaccini.

Manodopera nei campi latita

Come si legge dal sito web, Horecanews.it, la Regione Emilia Romagna ha risposto all’allarme proveniente dal settore agricolo, sulla carenza di manodopera agricola in questa fase emergenziale. Una risposta non certo convenzionale ma che potrebbe servire per risolvere in un colpo solo due problemi, quello della carenza di braccianti agricoli nei campi e quello dell’assenza del lavoro per i lavoratori stagionali del turismo. Innanzi tutto la Regione Emilia Romagna ha ordinato ai Centri per l’Impiego dislocati sul territorio, di adoperarsi per venire incontro alla richiesta di manodopera proveniente dalle aziende agricole.

Un concreto aiuto alle imprese, nel reclutamento delle figure professionali indispensabili per mandare avanti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi il lavoro nei campi e negli allevamenti. Lo stesso governatore Bonaccini ha detto che deve essere scongiurato il pericolo di rallentare le attività produttive agricole che nella Regione sono molto importanti. Molti lavoratori nelle scorse settimane sono letteralmente fuggiti via dall’Italia proprio per il diffondersi della pandemia. Ed è manodopera che adesso era necessaria per permettere al settore di riprendere la produzione.

Manodopera nei campi, si pensa ai lavoratori del turismo

In Emilia Romagna si conta che il settore turistico abbia già perduto una grossa fetta di presenze e quindi di reddito. Basti pensare alle tante fiere, raduni ed eventi che già da prima di Pasqua erano calendarizzati. E nella migliore delle ipotesi si dice che le presenze turistiche in Regione caleranno del 42%, causando una riduzione del giro di affari di 1,2 miliardi.

E così, come si legge di Horecanews, il Comune di Riccione rilancia un’idea per salvare i raccolti e i posti di lavoro dei tanti stagionali del turismo in pericolo, cioè adoperare queste figure professionali nelle aziende agricole. Tutto confermato dall’assessorato alle attività produttive del Comune di Riccione, Elena Raffaello che testualmente ha dichiarato che: "Occorre facilitare l’incontro tra lavoratori stagionali del turismo che, rischiano di rimanere senza lavoro almeno nei primi mesi estivi, e le aziende in attività“.