Smart working: in arrivo il diritto alla disconnessione per chi lavora da remoto

Smart working: in arrivo il diritto alla disconnessione per chi lavora da remoto

Il diritto alla disconnessione per chi lavora in smart working potrebbe diventare realtà in quanto è previsto nel disegno di legge di conversione del Decreto Legge del 13 marzo 2021.

Il disegno di conversione del Decreto Legge del 13 marzo 2021 è stato discusso in Aula alla Camera in data 19 aprile 2021. All’interno di questo è presente per la prima volta nell’ordinamento italiano il diritto alla disconnessione per i lavoratori in smart working. La volontà è quindi quella di riconoscere a chi lavora da casa il diritto di disconnettersi dagli strumenti digitali quando non si è in orario di lavoro.

Questo chiaramente deve essere fatto rispettando gli accordi della varie parti e tenendo conto dei periodi di reperibilità che sono stati fissati precedentemente. Dopo le discussioni alla Camera, l’iter proseguirà in Senato e dopo l’approvazione si dovrebbe concludere entro il 12 maggio 2021.

Diritto alla disconnessione per chi è in smart working

Presto dovrebbe arrivare una nuova e molto importante novità per tutti coloro che lavorano in smart working. Entro il 12 maggio 2021 dovrebbe infatti nascere una norma che garantirà ai lavoratori agili il diritto di disconnettersi dalle proprie strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche quando non si è in orario di lavoro.

«Ferma restando, per il pubblico impiego, la disciplina degli istituti del lavoro agile stabilita dai contratti collettivi nazionali, è riconosciuto al lavoratore che svolge l’attività in modalità agile il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi eventuali periodi di reperibilità concordati», specifica il Ddl di conversione DL 13 marzo 2021, n. 30.

Il diritto alla disconnessione risulta fondamentale per tutelare la salute dei lavoratori che necessitano di poter avere tempi di lavoro. Tale diritto alla salute non può e non deve avere delle ripercussioni sul rapporto lavorativo e nemmeno sul trattamento retributivo del lavoratore che opera da casa. Proprio per questo motivo il 21 gennaio 2021 il Parlamento Europeo ha approvato la Risoluzione UE in cui si raccomanda agli Stati membri della Comunità Europea di riconoscere ai lavoratori in smart working tale diritto.

Smart working: novità per i genitori con figli minori di 16 anni

Per tutelare maggiormente i lavoratori con figli minori di 16 anni in DAD o in quarantena, le due Commissioni della Camera hanno ampliato le possibilità di accesso allo smart working. Nell’articolo 2 del DL 13 marzo 2021 è riconosciuto fino al 30 giugno 2021 l’accesso al lavoro agile per tutti i lavoratori dipendenti genitori di figli con meno di 16 anni che hanno Didattica a Distanza oppure sono in quarantena a causa il contagio di Covid.

Oltre ai genitori conviventi, tale diritto vale anche per i genitori non conviventi a contrario di quanto era inizialmente. Tale novità è stata introdotta allo scopo di allargare la platea di beneficiari di tale possibilità. Secondo quanto riportato nel Decreto Legge i genitori possono anche accedere al congedo straordinario nel caso in cui la loro attività lavorativa non permetta il lavoro agile.