Autore: B.A

Lavoro

Smart working: cosa cambia da ottobre

Cambia molto in materia di smart working dal 16 ottobre, arrivano i chiarimenti del Ministero.

C’è una data che forse molti hanno dimenticato troppo in fretta ed è il 15 ottobre. Salvo cambi di scenari che tutti noi scongiuriamo, ma che oggi sembrano quanto meno troppo pessimistici, il 15 ottobre scade un decreto firmato dal Premier Giuseppe Conte che riguarda lo Stato di emergenza.

Si tratta di un atto formale quello che ha firmato il Premier. Lo stato di emergenza in Italia, almeno dal punto di vista formale, dovrebbe finire il 15 ottobre proprio perché il decreto che lo ha indetto scade il 15 ottobre.

Con la fine dello stato di emergenza, anche la procedura per il lavoro agile, il cosiddetto smart working e per i congedi per la quarantena dei figli under 14, subiranno delle variazioni. E lo ha confermato direttamente il Ministero del lavoro che ha prodotto gli opportuni chiarimenti in merito a come dovranno comportarsi dopo la fine dello stato di emergenza, e quindi dal 16 ottobre, i lavoratori che devono badare ai figli lasciati a casa da scuola perché positivi al coronavirus o perché sono stati a contatto con qualche persona contagiata.

Fine dello stato di emergenza e lavoro agile, i chiarimenti del Ministero

Ricapitolando, a meno di nuovi aumenti dei contagi o a meno che Conte e il suo esecutivo non vogliano proseguire con lo stato di emergenza, dal 16 ottobre molto potrebbe cambiare in materia smart working per i lavoratori che hanno da accudire figli positivi al Covid o in quarantena per contatti con persone positive (e che naturalmente non possono andare a scuola). Il genitore lavoratore si potrebbe trovare in questa particolare condizione.

E dal momento che il 15 ottobre, insieme allo stato di emergenza, si concluderà anche la modalità in cui viene svolto lo smart working per i lavoratori subordinati con figli minori di 14 anni in quarantena.

Lo smart working per decreto è diventato disponibile per i dipendenti di almeno fino al prossimo 31 dicembre. Quindi la possibilità di ricorrere al lavoro agile resta possibile e se per qualsiasi motivo non lo fosse, si potrà chiedere un congedo con il 50% della retribuzione a carico dello Stato.

L’importante, precisa la normativa, è che sia soltanto uno dei genitori a richiederlo nel caso in cui entrambi lavorino: se uno di loro è già in smart working o è disoccupato, il congedo non può essere richiesto.

Cosa cambia il 16 ottobre

Ma nonostante la possibilità che resta aperta fino a fine anno, da 16 ottobre si ritorna alla procedura ordinaria. In altri termini, per poter ricorrere allo smart working dal giorno successivo alla scadenza del Dpcm di Conte e cioè dal giorno successivo alla fine dello stato di emergenza, bisognerà raggiungere un accordo individuale tra il dipendente e l’azienda, anche quando lo smart working si rende necessario per i motivi prima citati, per i figli in quarantena o anche per brevi periodi.