Autore: Carmine Orlando

Smart working - Coronavirus

Smart working ampliato per i genitori con figli in quarantena da Covid-19

Il DL agosto convertito in legge, prevede l’estensione dello smart working per i genitori che hanno figli posti in quarantena minori di 14 anni.

La parola smart working è sempre più ricorrente, ormai, nel linguaggio comune. Tutto ha avuto inizio con il lockdown che ha costretto molti lavoratori ad operare da casa, quando possibile. Le riaperture effettuate dallo Stato tra maggio e giugno, e soprattutto la risalita dei contagi da Covid-19 delle ultime settimane, hanno riportato più che mai, al centro dell’attenzione lo smart working, con il governo che ha preso più volte decisioni nel merito.

Covid-19, ampliato lo smart working per i lavoratori con figli in quarantena

Il DL agosto è stato convertito in legge, martedì 6 ottobre 2020. Uno dei passaggi, prevede la possibilità per un genitore che lavora come dipendente, di chiedere lo smart working nel caso abbia un figlio minore di quattordici anni posto in quarantena, anche se il contagio da coronavirus è avvenuto in una palestra o a un corso di studio o ancora in circoli sportivi e durante attività motorie in centri sportivi.

Fino ad ora, ciò era permesso solo nel caso in cui i figli under 14 conviventi, avessero contratto il coronavirus nella propria struttura scolastica e posti in quarantena dal Dipartimento di prevenzione dell’ASL competente del territorio, come provvedimento preventivo. Il diritto a fruire dello smart working, copre tutta la durata della quarantena, sempre ché sia compresa tra il 9 settembre e il 31 dicembre 2020.

La deroga non vale per il congedo Covid-19

Per quanto concerne il congedo Covid-19 come alternativa allo smart working che permette di ottenere il 50% della retribuzione nei casi previsti dalla legge, non c’è stata alcuna deroga. Pertanto, potranno farne richiesta solo i genitori che hanno un figlio minore di 14 anni convivente, posto in quarantena in via preventiva dall’ASL territoriale competente, per un contagio avvenuto in ambito scolastico.

L’ottenimento dello smart working o del congedo Covid-19 da parte di un genitore, o ancora che fruisce di un lavoro in modalità agile o che non lavora, esclude che l’altro possa usufruirne negli stessi giorni.

Ha diritto ad accedere alla modalità smart working, e fino al 30/06/21, il genitore che lavora come dipendete privato con uno o più figli affetti da grave disabilità, questo, nel caso in cui l’altro genitore non lavora o per cui lo svolgimento della propria attività non richiede obbligatoriamente la presenza fisica. Tutto ciò, ha validità a prescindere dalla mancanza di accordi individuali.