Autore: B.A

Si chiamerà decreto rilancio e avrà circa 100 articoli, ecco cosa è stato aggiunto

Il decreto economico del governo sta impegnando il governo ad un pesante lavoro quotidiano, e dalla bozza di 44 articoli si è passati ad un centinaio.

Qualche giorno fa, per quello che una volta si chiamava decreto aprile, fu fatta circolare una bozza con 44 articoli. Ma non è quella definitiva. Adesso sembra che gli articoli siano diventati 100. Si doveva chiamare decreto aprile, perché diceva essere il decreto che veniva dopo quello di marzo, cioè il Cura Italia. ma col tempo si è dovuto cambiare nome, dal momento che pensi aprile è passato.

Si pensava a decreto maggio, poi semplicemente decreto economico. Adesso, come riporta il quotidiano «il Corriere della Sera», sembra che la maggioranza abbia trovato per lo meno il nome. Si chiamerà decreto rilancio. Sui 100 articoli con molte misure, la quadratura del cerchio ancora non è stata trovata. Oltre 50 miliardi è la dotazione, cioè oltre il doppio del decreto Cura Italia.

Infatti sono i soldi che il Parlamento ha approvato come scostamento di bilancio. Ed al momento sono gli unici soldi disponibili, perché dall’Europa ancora nulla. Probabilmente questo il motivo del ritardo e dei dubbi prima di partorire davvero il decreto. L’atto deve essere un omnibus, cioè deve dare sostegno a tutti quelli che sono rimasti indietro, quelli esclusi dal Decreto Cura Italia e tutti i poveri, vecchi e nuovi, perché il lockdown ha generato nuovi poveri.

Misure vecchie e nuove per un decreto difficile

Sempre come riporta il «Corriere della Sera», il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri vorrebbero completare l’operazione e pubblicare il decreto entro domenica. Operazione tutt’altro che facile, dal momento che i 55 miliardi di dotazione, rappresentano più o meno l’equivalente di due manovre finanziarie. E quando si lavora alla legge di Bilancio, ogni anno, si perdono mesi.

E soprattutto, perché come anticipato in premessa, saranno 100 gli articoli che dimostrano come il decreto consterà di numerose misure. Bonus autonomi, bonus colf e badanti, reddito di emergenza sono le misure che sono state già inserite tra i 44 articoli della prima bozza fuoriuscita. Anche il prolungamento della cassa integrazione in deroga di altre 9 settimane, il prolungamento della Naspi di altri due mesi e lo stop ai licenziamenti per altri tre mesi, sono misure confermate. Ai lavoratori autonomi, partite Iva e collaboratori, bonus da 800 euro, con 1.000 euro per chi dimostrerà di aver avuto un calo di fatturato di almeno il 33%. Per colf e badanti ci sarà un bonus da 600 euro mentre per il reddito di emergenza ok a indennizzo da 400 ad 800 euro per famiglie (fino a 800 euro) e singoli (400 euro) con Isee sotto 15.000 euro.

Le ultime novità

Ci sarà nel decreto un pacchetto famiglia, che mancava nella bozza circolata giorni fa. Il bonus babysitter verrà portato a 1.200 euro per figli fino a 12 anni (senza limite d’età se disabili). Il bonus sarà spendibile anche per centri estivi e servizi per l’infanzia che verranno organizzati dai Comuni ai quali il governo ha previsto un fondo da 150 milioni proprio per potenziare i centri estivi. Sembra siano allo studio tre fondi per il turismo, settore che versa in gravissime condizioni.

Potrebbe salire a 1.000 euro il bonus per i lavoratori stagionali. Del tutto nuovi sono due fondi che nelle ultime ore hanno fatto capolino nel nuovo testo. C’è quello da 50 milioni per la sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, in funzione di acquisto e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive.

E poi quello sempre con 50 milioni di euro a finanziare la concessione di contributi in favore delle imprese turistico ricettive, delle aziende termali e degli stabilimenti balneari, come concorso nelle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e di adeguamento degli spazi.

E poi ci sarebbe un fondo da 30 milioni per promuovere il turismo in Italia, con un bonus fiscale fino a 500 euro per le famiglie a basso reddito che decidono di passare le vacanze in Italia. Altra misura che dovrebbe esserci è il ristoro degli affitti per chi ha la sua attività in locali non di proprietà.