Autore: B.A

Servono rumeni nei campi, l’Italia cerca di riaprire agli stagionali in agricoltura

La manodopera rumena è molto importante per il settore dei braccianti agricoli e il Ministro Bellanova cerca di riaprire il flusso degli stagionali nei campi

La Commissione Europea ha dato il via libera alla circolazione dei lavoratori stagionali in agricoltura, il cosiddetto «corridoio verde». Alla pari dei lavoratori del settore sanitario, adesso sono liberi di circolare nella UE, per motivi di lavoro, anche i lavoratori agricoli.
Il Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, secondo il Sole 24 ore, sta cercando un accordo con i Paesi dell’Est Europa e riportare i lavoratori stagionali nei campi italiani come hanno sempre fatto.

Mediazione Italia-Romania, la Bellanova al lavoro

Per venire incontro all’emergenza dell’agricoltura italiana, il corridoio verde potrebbe essere una specie di toccasana. E questo il Ministro dell’agricoltura, Teresa Bellanova lo sa bene. «Sono in contatto con tutti i Paesi dellEst Europa e il 6 aprile ho un incontro con l’ambasciatore rumeno in Italia. I corridoi verdi sono importanti, ma da soli non bastano. È necessario individuare soluzioni condivise Paese per Paese e stiamo lavorando anche su questo fronte», queste le parole del nostro rappresentante di governo.

Proroga permessi di soggiorno fino a metà giugno

L’agricoltura vive una fase delicata, con una latente carenza di manodopera, inevitabilmente accentuata dal problema coronavirus. Evidentemente le misure fin qui prese, in primo luogo, la proroga automatica dei permessi di soggiorno per i lavoratori extracomunitari (proroga fino al 15 giugno 2020), non sono bastate a risolvere il problema. Ciò che evidentemente manca, è la componente comunitaria dei lavoratori agricoli. Sulla Romania l’Italia ha sempre contato, perché numeri alla mano, ogni anno in Italia arrivano oltre 105mila lavoratori. Un numero davvero notevole di manodopera agricola, che rappresenta circa un terzo di tutta la manodopera agricola esterna che arriva nella Penisola. E quindi, secondo il nostro governo, urge fare tornare in Italia proprio questa componente.

Anche la Coldiretti è d’accordo

Le intenzioni del governo trovano d’accordo anche il presidente della Coldiretti. In una fase delicata come questa, con il coronavirus che mina ancora di più il settore agricolo, Ettore Prandini, il Presidente di Coldiretti ha voluto dire la sua commentando ciò che intende fare il Ministro Bellanova in rappresentanza del governo italiano.
«Biosgna raggiungere l’accordo con i governi dei Paesi dell’Est Europa perché riprenda l’arrivo dei loro lavoratori nei campi italiani», così Prandini ha avallato l’iniziativa del governo, aggiungendo che, «Con questi Paesi dobbiamo concordare un piano di garanzia della sicurezza e della salute dei lavoratori, in modo tale che quando rientreranno nel loro Paese d’origine non dovranno essere sottoposti alla quarantena».
In pratica, servono norme e tutele per lavoratori rumeni che adesso sembrano schivare l’Italia per venire a lavorare. Come ha detto il Presidente della Coldiretti, per spronare questi lavoratori, a tornare in Italia a lavorare, come hanno sempre fatto, anche adesso che l’Italia è vessata dal Covid-19, occorre predisporre misure che servono a dare una spinta in questo senso.