Autore: Annarita Faggioni

Scuola

17
Lug 2020

Scuola: rischio meno ore secondo Serafini di Snals

Secondo lo Snals, dalle parole di Elvira Serafini, le ore di scuola saranno di meno nel nuovo anno scolastico. Ecco perché

Scuola: il sindacato Snals-Confsal lancia l’allarme sulla situazione delle scuole. Dopo le parole del ministro Azzolina, infatti, il sindacato ha reagito e ha spiegato quali sono i problemi della scuola che potrebbero comportare minori ore di lezione.

A scuola con un tempo ridotto: l’allarme della Serafini

Elvira Serafini è il segretario generale Snals-Confsal. In una videoconferenza pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale del sindacato nazionale, la Serafini ha evidenziato numerose criticità del mondo della scuola. Alla riunione in conferenza stampa erano presenti anche altri sindacati:

  • Flc-Cgil,
  • Cisl Scuola,
  • Uil Scuola.

A una domanda dei cronisti, la Serafini ha detto che c’è un rischio reale di perdere delle ore di lezione perché il Governo non avrebbe fatto abbastanza. Infatti, il tempo dedicato alle lezioni alle elementari e nelle scuole dell’infanzia sarà di meno. Il motivo? Le direttive organizzative delle scuole, che arriveranno con notevole ritardo. Quindi, più tempo a rispettare le normative e meno da dedicare agli alunni.

Per la Serafini, quindi, quando ci saranno gli inevitabili disservizi, i genitori che dovranno occuparsi dei figli e non sapranno a chi lasciarli per andare al lavoro dovranno prendersela con il Governo, con il Mef e con il ministro dell’Istruzione Azzolina.

“È di chi non ha voluto sin dall’inizio confrontarsi e trovare soluzioni. Noi vogliamo che la scuola riapra i battenti. Non siamo noi che non vogliamo farlo, ma chi non si è posto il problema. Purtroppo la responsabilità è di chi ci governa: il Governo doveva capirlo”.

Così ha spiegato il segretario della Snals. Infatti, per la sindacalista non aver ascoltato i sindacati nell’affrontare le varie difficoltà della scuola e senza trovare insieme le soluzioni ha portato a questi risultati.

Secondo il segretario, la corresponsabilità è evidente quando il presidente della Camera Roberto Fico avrebbe puntato il dito contro l’Azzolina. La ministra è rea di aver portato avanti le pratiche per gli insegnanti, ma senza nessuna risposta realmente efficace contro la questione delle classi pollaio.

Infatti, il problema non è solo quello del contagio per via del sovraffollamento. Da anni, infatti, gli insegnanti denunciano che le classi pollaio non permettono di seguire gli studenti, lasciando indietro chi non ce la fa. Cosa che la scuola pubblica italiana continua a permettersi, causando dispersione scolastica.

Quindi, il sindacato chiede in ultima analisi ai genitori di non prendersela con dirigenti scolastici, personale, sindacati e insegnanti se le condizioni saranno peggiori rispetto all’anno scolastico precedente.

Infatti, anche gli operatori della scuola preferiscono quella di presenza e sono contrari alla didattica a distanza. Gli operatori non vogliono fare meno ore (che sarebbero un danno anche per i ragazzi) né usare in modo massiccio la didattica a distanza, che si potrà usare solo come una formula «in più», complementare. Quindi, ora si chiede al MIUR di fare marcia indietro e di aprire un tavolo di confronto per evitare i disagi.