Autore: Giacomo Mazzarella

Scuola

Scuola: per le riaperture, più ore a settimana ai docenti, meno agli studenti

Nuova ipotesi per il ritorno a scuola di settembre, orari diversi dal solito.

La scuola riapre a settembre e il rientro sarà per tutti in presenza, questo l’ultimo scenario che sembra sarà quello definito per le riaperture. Ma sarà inevitabilmente una apertura differente dal solito, col coronavirus con cui bisogna fare i conti.

L’anno scolastico deve riaprire in sicurezza, questo è obbligatorio. Perciò si lavora per uno stravolgimento totale degli orari di lavoro e delle lezioni, che riguarderebbe, in base alle ultime ipotesi, tanto il personale della scuola che gli studenti.

Una task force al lavoro per la riapertura scuole

«Ridurre il tempo delle lezioni ed aumentare il numero di ore settimanali dei docenti anche col ricorso di quelle aggiuntive» questo il sunto di ciò che riporta il sito «la tecnica della scuola.it» riguardo alle ultime ipotesi che riguardano l’avvio del nuovo anno scolastico di settembre.

Le ipotesi non sono campate in aria, perché sono state fornite dal professor Patrizio Bianchi, in audizione in commissione Istruzione alla Camera in qualità di coordinatore del Comitato di esperti voluto dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Il Ministro ha voluto una task force con il compito di presentare proposte e di valutare le regole per il rientro in classe a settembre 2020. Si tratta di organizzare le attività didattiche, che è il punto più difficile da sistemare.

La task force è composta da 18 esperti e dopo aver lavorato ha prodotto una serie di ipotesi che si potrebbero utilizzare a settembre.

Più ore settimanali ai docenti e meno agli alunni

Occorre riorganizzare le attività didattiche con la task force che propone, ove possibile, di farle svolgere negli spazi esterni alla scuola.

Secondo gli esperti occorrerebbe ridurre il numero di alunni per ogni classe, partendo dalla rimodulazione delle tempistiche delle lezioni. Le attività in presenza devono poter essere fornite al numero più elevato possibile di alunni. In pratica, anche se la si potrà affiancare alla didattica a distanza, la scuola in presenza non può essere in nessun caso sostituita.

Occorre però rimodulare la composizione delle classi, riducendo il numero degli alunni e organizzandolo in base agli spazi disponibili e al distanziamento sociale.

Un’altra proposta della task force riguarda le ore di lezione, che verrebbero ridotte a 40 minuti. Così facendo, i docenti si ritroverebbero a svolgere anche 24 unità orarie di lezione nella scuola secondaria e fino a 30 nella primaria.

Incrementando le ore di lezione, il governo, potrebbe riuscire a trovare una soluzione anche al problema dei gruppi di alunni in eccedenza. Riducendo il numero degli alunni per classe infatti, si creerebbero classi aggiuntive vere e proprie ed il governo pare non abbia intenzione di aumentare l’organico docenti per fare fronte alla problematica.

E così, con l’aumento delle unità orarie dei docenti, gli stessi potrebbero fare lezione in presenza anche agli studenti in esubero che tornerebbero più o meno un’altra classe.