Autore: Annarita Faggioni

Scuola

Scuola: ministro Azzolina chiede 80mila posti per insegnanti

Sarà compito del Mef valutare se la soglia di spesa si potrà fare, ma le associazioni dei docenti parlano già di posti risicati

Scuola: il ministro Azzolina ha chiesto al Mef se si potrà finanziare l’assunzione di 80mila docenti per poter affrontare al meglio l’anno scolastico 2020-2021.

In tutto, si tratterebbe di quasi 250 mila contratti per gli insegnanti della scuola. La brutta notizia, però, è che sarebbero contratti a tempo determinato.

Questo causerebbe, quindi, ulteriori disagi. Infatti, per via del distanziamento sociale per evitare il contagio all’interno delle scuole, i docenti dovrebbero essere anche a circa 2 metri di distanza dagli alunni. In questi contratti non rientrerebbero quelli per il personale Ata, pari a 17 mila nuove assunzioni.

Quando arriverebbero questi nuovi posti nella scuola?

I contratti per la scuola partirebbero da Settembre 2020. Il problema, secondo le associazioni dei docenti, è che i posti mancanti nel mondo della scuola non sono 80 mila, ma qualcosa in più, 85.150. Non sono numeri a caso.

Infatti, la stima si calcola sulle esigenze per via di eventuali pensionamenti. Quindi, per l’anno scolastico 2020-2021, si parlava già di 20 mila persone in più. A questi, si aggiungerebbero altre risorse necessarie, dovute all’emergenza CoVid-19. Il Ministro, invece, starebbe trattando con il Mef per ottenere 80 mila posti in più a tempo determinato. Quindi, il timore è che alcune cattedre restino vuote.

Infatti, secondo le associazioni, alcune Regioni avrebbero già esaurito le graduatorie per assumere i nuovi insegnanti. Le graduatorie di riferimento sarebbero quelle fatte nei precedenti concorsi e che ora hanno esaurito il personale a disposizione.

In più, sempre a causa del CoVid-19, il concorso pubblico straordinario per i docenti che doveva tenersi ad agosto è stato spostato. Infatti, sul piatto c’erano 32 mila posti che, accanto agli 80 mila che si sta cercando di ottenere, sarebbero stati un aiuto.

Lo slittamento a dopo l’estate (quindi a ridosso dell’anno scolastico), potrebbe avere come rischio il fatto di non poter mettere al lavoro quel personale nelle prime settimane di scuola, con ripercussioni anche sul servizio pubblico offerto agli studenti.

Quindi, l’unico modo per gestire il mondo della scuola sembra essere la supplenza. Secondo i dati Flc Cgil, però, i numeri parlano di veri record. Infatti, ci sarebbero dal 31 dicembre 2019 al 30 giugno 2020 (con proroga fino al 31 agosto 2020) quasi 200 mila persone che svolgono il loro lavoro con la supplenza.

Di queste, circa la metà sarebbero docenti di sostegno, con tutto ciò che ne consegue. Con i 50 mila previsti dall’ultimo miliardo di euro stanziato con il Dl Scuola dal ministro Azzolina e da Conte, quindi, si arriva a 250 mila persone. Peccato, però, che un numero simile non si vedeva dal 2007.

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Dove mancano di più gli insegnanti?

Gli insegnanti, stando ai dati, mancherebbero di più in:

  • Scuole dell’infanzia (anche nel sostegno);
  • Alle scuole elementari e alle medie (dove si arriva a un quarto del necessario in alcune Regioni);
  • Nelle superiori (dove si arriva almeno alla metà degli insegnanti necessari in casi fortunati).