Autore: B.A

Scuola

24
Giu

Scuola: ecco le linee guida per la riapertura a settembre decise dal Miur

Pubblicate le linee guida del Miur per quanto concerne le riaperture in sicurezza delle scuole a settembre, sia per i più piccoli che per i grandi.

Sono state pubblicate le linee guida che il Ministero dell’istruzione ha deciso di introdurre in vista delle riaperture delle scuole che secondo il Ministro Azzolina potrebbero scattare il 14 settembre. Riaperture in sicurezza, perché c’è sempre il problema coronavirus, lo stesso che ha costretto le scuole alla chiusura a marzo.

Molto cambierà rispetto alla scuola che siamo abituati a conoscere, perché inevitabilmente occorrerà prestare massima attenzione alle nuove regole di convivenza con il Covid. Ecco cosa hanno deciso, al Miur, di proporre a sindacati e Regioni. Infatti quello che ha emanato oggi il Miur, è un documento che adesso deve essere valutato in sede di concertazione con le parti sociali e con le Regioni che in materia di scuola hanno voce in capitolo.

Le nuove direttive e i ruoli di regioni, sindacati, presidi e consigli di istituto

Le linee guida del ministero saranno discusse con regioni e sindacati. Le linee prodotte dal Miur lasciano mano libera a consigli di istituto e presidi che potranno, sempre restando all’interno delle linee guida, decidere di impostare la didattica a loro piacimento o quasi.

Turni, divisione in gruppi delle classi, aggregazione di gruppi di studenti, di classi e di età diverse, per attività extra scolastiche, didattica mista tra Dad e in presenza, ingressi scaglionati, mascherine e mense, nelle linee guida il Miur ha affrontato tutte le tematiche più popolari al momento.

Toccherà ai presidi ed ai consigli di istituto inventarsi la nuova didattica, con le riaperture di settembre che devono essere in sicurezza, nonostante il Covid adesso sembra stia concedendo una tregua. Ben consci però, che se in autunno la tanto temuta seconda ondata dovesse materializzarsi, tutti devono essere pronti ad una nuova chiusura, con il ritorno alla didattica a distanza, che naturalmente sarà diversa da quella che è stata adottata in questa seconda fase dell’anno scolastico 2019/2020 che è servito solo come sperimentazione.

Mascherine e dispositivi di sicurezza

Il documento redatto dal Miur quindi affronta a 360 gradi le problematiche che si dovranno affrontare da qui a settembre per riaprire le scuole e permettere agli studenti di tornare a sedere tra i banchi.

Solo di mascherine, distanziamento, visiere o barriere di plexiglas non si parla nel documento, o meglio, si accenna soltanto che per quanto riguarda questi dispositivi e norme di sicurezza, occorre fare riferimento al rispetto obbligatorio delle disposizioni del comitato tecnico scientifico. Trapela la non certo celata speranza che quanto stabilito il 28 maggio scorso sempre dal Cts, venga corretto alla luce degli sviluppi della pandemia in Italia.

Il Cts il 28 maggio ha indicato nel metro di distanza tra una persona e l’altra e nell’uso obbligatorio delle mascherine dai 6 anni in su le particolarità da seguire in vista del ritorno in aula. Il Ministero sembra puntare su un ammorbidimento di queste misure, come proposto già dalle Regioni che per esempio sono propense ad obbligare all’uso delle mascherine gli studenti solo nelle aree comuni e non ai banchi.

E’ ribadito il principio che la mensa è importante, anche dal punto di vista educativo, e dovrà rimanere in tutti i casi in cui è possibile anche con turnazioni. Se non è possibile mantenere la distanza di sicurezza, la scuola potrà predisporre lunch box da consumare in classe.

Altre linee da seguire per la scuola

Fermo restando il fatto che deve essere per forza fatto un distinguo tra studenti di una certa età e bambini, per le scuole superiori molto probabilmente le lezioni saranno con classi suddivise, un po’ in Dad e un po’ in presenza. Una cosa che nelle scuole primarie per esempio non accadrà secondo le linee guida ministeriali. Piuttosto si procederà a dividere le classi in gruppi, chiedendo, se non è possibile ampliare l’organico scolastico (docenti e personale Ata) aiuto alle associazioni di volontariato ed agli enti locali che potrebbero aiutare a gestire le classi soprattutto mettendo a disposizione spazi per le attività didattiche e non. Infatti si va verso l’apertura ad attività extrascolastiche come sport e musica, da avviare anche fuori dall’orario scolastico ed anche in spazi esterni agli istituti scolastici.

Per le scuole dell’infanzia è previsto esplicitamente che i bambini non portino la mascherina e che gli educatori usino protezioni che non li rendano irriconoscibili agli stessi bambini. Gli ingressi nelle materne potranno essere scaglionati in 90 minuti, probabilmente a partire dalle 7:30 del mattino. I bambini resteranno sempre con lo stesso gruppo, non potranno portare giocattoli da casa e dovranno anche mangiare nei locali a loro adibiti, se la mensa non avesse i requisiti. Sulla mensa infatti, il Miur è convinto della sua bontà a livello educativo e se non è possibile sfruttare i locali mensa, magari predisponendo l’avvento su turni, si potrebbe passare al pranzo a sacco da consumare in aula.

Come riporta il «Corriere della Sera», una novità importante potrebbero essere i patti educativi di comunità, cioè la messa a disposizione da parte degli enti locali di spazi per la scuola e da parte delle associazioni di volontariato di personale per attività integrative alla didattica. Iniziative per esempio, atte a fare musica, sport o teatro e da svolgere insieme agli insegnanti.