Autore: B.A

Scuola

Scuola: divisori tra banchi e visiere, così potrebbe riaprire la scuola

Incontro a Palazzo Chigi sulle riaperture delle scuole a settembre, con nuove ipotesi.

C’è un grande punto interrogativo per milioni di famiglie che hanno i loro figli che vanno a scuola. Il quesito è come e se si potrà tornare a scuola a settembre. Per via del Coronavirus, le scuole dal marzo scorso sono state chiuse. Non poteva essere altrimenti visto l’evolversi della pandemia da Covid-19. Le scuole sono oggettivamente uno dei luoghi di maggiore assembramento.

Non parliamo solo di bambini, ma anche di genitori davanti i cancelli, di movimentazione di studenti e persone nei mezzi pubblici. La scuola adesso è stata sostituita dalla Dad, acronimo di didattica a distanza. Adesso si sta cercando una soluzione per fare tornare a scuola gli studenti e le ipotesi sono molteplici. Le ultime fuoriescono dall’incontro di ieri a Palazzo Chigi.

Ritorno scuola a settembre: l’incontro di ieri

Ieri pomeriggio si è svolto un lungo incontro a Palazzo Chigi proprio per fare il punto della situazione e per iniziare a valutare soluzioni su come tornare a scuola a settembre, per l’avvio del nuovo anno scolastico. Un summit richiesto dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e presieduto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con la presenza della Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, i rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali, delle Organizzazioni sindacali, dei genitori, degli studenti e delle scuole paritarie. Fino a ieri le ipotesi che si facevano erano una specie di mix tra lezioni tra i banchi e didattica a distanza. Classi divise tra studenti nei banchi e studenti in video lezione, ingressi e uscite scaglionati e ragazzi in aula con mascherine da togliere solo per le interrogazioni.

La nuove ipotesi della Azzolina

«L’obiettivo è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli, che hanno sofferto maggiormente in questo periodo», questo ciò che ha detto la Ministra nell’incontro di ieri, come riporta il sito «orizzonte scuola». In pratica, sembra tramontata l’idea di continuare, seppur in parte con la didattica a distanza che andrebbe riutilizzata solo nel caso si nuovi focolai di contagio.

«Vogliamo tenere quanto più possibile unito il gruppo classe, daremo strumenti flessibili alle scuole per agire. Stiamo aspettando i dati sull’edilizia dagli Enti locali. A breve chiuderemo le Linee guida condivise per settembre», questo ciò che ha aggiunto il Ministro. Tutto deve essere fatto in massima sicurezza, questo ciò che ha fatto capire il Ministro Azzolina che punta sullo stop all’ipotesi di sdoppiamento delle classi.

Sarebbero 4 i miliardi destinati al comparto, per una ripartenza in sicurezza che potrebbe prevedere, come emerso ieri pomeriggio, oltre alle mascherine, anche l’uso delle visiere, in aiuto di studenti con difficoltà respiratorie e l’uso dei divisori tra i banchi. Soluzioni anti Covid-19 ch devono essere messe a punto oltre che da governo, Regioni e dalle istituzioni presenti ieri, anche seguendo i dettami del CTS.