Autore: Giacomo Mazzarella

Scuola

Scuola: cosa cambierà a gennaio con le riaperture, nuovi orari e nuove norme

In vista delle riaperture di gennaio, per insegnanti, studenti e lavoratori della scuola molto potrebbe cambiare.

Le riaperture delle scuole secondarie di secondo grado dovrebbero scattare il 9 gennaio, questo ciò che è stato deciso dal governo, almeno stando all’ultimo Dpcm del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Prima devono passare le pericolose (dal punto di vista della curva dei contagi), festività natalizie, e poi probabilmente anche gli studenti delle scuole superiori, con i loro insegnanti, potranno tornare alle lezioni in presenza.

Ma la riapertura sarà con nuove regole e nuove normative, ma anche probabilmente, con nuovi orari di apertura e di lezione. Tutte cose a cui studenti, docenti e personale Ata dovranno iniziare ad abituarsi.

Nuovo orario a gennaio, ecco come cambiano le lezioni nella scuola superiore

Si parla con insistenza della possibilità di aprire a un radicale cambio di orario nella scuola, in vista delle riaperture del 9 gennaio. Al momento tutto ipotetico, perché mancano i passaggi ufficiali per confermare ciò di cui andiamo a parlare, ma le probabilità che anche gli orari delle scuole vengano rettificati, sono piuttosto alte.

Si parla con insistenza di un cambio di orario da gennaio, magari aprendo a turni pomeridiani nella scuola.

Anche a gennaio infatti, il virus non sarà certo scomparso, e la necessità di contingentare le persone dentro le scuole, ridurre gli assembramenti, evitare la ricaduta sui trasporti pubblici, resteranno problemi anche ad inizio nuovo anno. Sono tutti i problemi che adesso hanno portato alla chiusura delle scuola e alla Didattica a distanza di cui oggi si parla fortemente.

Cosa ha deciso Conte con il nuovo Dpcm

La curva dei contagi, pur se migliore rispetto a qualche settimana fa, non ha permesso al Premier Conte di varare riaperture massive per la scuola italiana. E così, per la scuola secondaria di secondo grado, fino al 7 gennaio prossimo, nulla cambierà. Pertanto, rimangono vigenti le regole attualmente in atto, con la Dad unica soluzione per portare avanti l’anno scolastico e con l’unica deroga ai laboratori.

“Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza“, questo ciò che reca il Dpcm che accompagnerà tutti gli italiani nelle festività natalizie.

Il problema della didattica in presenza è strettamente collegato ai trasporti, ed il Dpcm ha trattato anche questo aspetto, delegando alle prefetture la risoluzione delle problematiche.

“Presso ciascuna Prefettura-UTG e nell’ambito della Conferenza provinciale permanente è istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tal fine utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado”, questo ciò che si legge nel testo del decreto. Leggi anche: Covid: Zona arancione e gialla cosa cambia