Autore: B.A

12
Apr 2020

Scuola: bonus 500 euro docenti a chiamata e precari della Scuola, per loro, reddito di emergenza!

Anche i docenti senza Naspi potranno rientrare nel redditi di emergenza.

Nel decreto di aprile ormai si è capito, verranno inserite misure di sostegno per molti di quei lavoratori che non sono stati tutelati nel decreto di marzo. Man mano che arrivano indiscrezioni sul contenuto del decreto, emergono nuove tipologie di lavoratori che potrebbero godere dei bonus che si andranno ad inserire. Dopo colf, badanti e lavoratori domestici, pure in nero, sembra che destinatari del bonus da 500 euro che si vorrebbe varare ad aprile, potrebbero essere anche i docenti a chiamata nella scuola e i lavoratori precari in genere, sempre del comparto Istruzione. E sarà il Reddito di emergenza la misura che racchiuderà gli interventi a sostegno di questi e altri lavoratori.

Reddito di emergenza, cos’è?

Il Reddito di emergenza potrebbe essere la misura che il governo ha intenzione di varare, per aiutare economicamente quelle persone che non hanno trovato tutela nel decreto Cura Italia. Sono circa 3 milioni di lavoratori quelli che il decreto di aprile dovrebbe tutelare con il Reddito di emergenza. E sarà, in base alle ipotesi, una misura che si richiederà con una autocertificazione. Sarà l’interessato a dichiarare autonomamente, di non avere altri redditi o altri aiuti, come potrebbe essere il Reddito di cittadinanza o il Reddito di inclusione.

Perché dentro anche i docenti della scuola?

Dopo le lamentele di diversi rappresentanti dei lavoratori, che sottolineavano l’assenza di tutele nel decreto Cura Italia, il governo sembra intenzionato a varare aiuti e sostegno per precari, lavoro grigio, lavoro sommerso e lavoratori a chiamata. Soggetti che non hanno più reddito a seguito della chiusura delle attività, che non hanno ammortizzatori, perché magari hanno già terminato di percepire la Naspi o non hanno più ferie che sono state fatte utilizzare durante il primo mese di lockdown. In mente vengono subito le badanti e le colf, molte delle quali hanno perduto il lavoro e non hanno avuto la possibilità di accedere al bonus 600 euro del decreto Cura Italia o alla cassa integrazione. Ma nella stessa situazione sono anche i precari e i lavoratori a chiamata, che si sono visti interrompere i contratti di lavoro o che non sono più riusciti ad ottenere il rinnovo proprio per via delle chiusure delle attività. Tra questi anche i docenti precari della scuola. Dopo la chiusura anticipata delle scuole, per via del coronavirus, questi lavoratori, i cosiddetti supplenti, sono rimasti senza lavoro e senza tutela alcuna. E allora che per loro si potrebbe profilare il bonus da 500 euro nel prossimo decreto. Un bonus che potrebbe doppiarsi anche per il mese di maggio, come si evince dalle ipotesi più diffuse. Una forma di tutela per questi lavoratori che dopo la chiusura delle scuole magari, si sono trovati a non aver maturato nemmeno il diritto alla Naspi.