Autore: Giacomo Mazzarella

Scuola

Scuola: arrivano i chiarimenti dei presidi per la riapertura di settembre

L’Associazione nazionale dei presidi spiega i punti salienti delle riaperture.

Se c’è una cosa che lascia molti dubbi a tutti è senza dubbio il rientro a scuola a settembre. Le scuole infatti sono state la prima cosa a chiudere dopo il divampare della pandemia. Da marzo le lezioni in presenza hanno lasciato il posto alla Dad, acronimo di didattica a distanza. La promessa del Ministro dell’istruzione e del governo tutto è che si tornerà tra i banchi a settembre, dal giorno 14.

Una promessa che adesso si scontra con una marcata ripresa della pandemia, con i contagi che tornano prepotentemente a salire. La scuola, ormai è chiaro, va riaperta solo in sicurezza e questo è quello che i presidi chiariscono. Infatti l’Associazione nazionale dei presidi ha provveduto a spiegare alcuni dettagli delle tante misure, decreti, direttive per così via che sono state introdotte in questi giorni.

Un po’ di chiarezza sulle norme per le riaperture della scuola

Come detto, l’Associazione nazionale dei presidi ha ritenuto opportuno fare chiarezza circa le nuove regole che il governo ha introdotto o sta per farlo, in quanto a riapertura delle scuole. Le norme sono molteplici e vanno di pari passo con la confusione che loro stesse generano.

Mascherine, distanze, orari, gestione della mensa e così via, sono questi i punti salienti da tenere in considerazione adesso che docenti, personale ATA e studenti torneranno tra i banchi. L’Associazione nazionale dei presidi ha deciso quindi di fugare i dubbi a più o meno tre settimane dalla riapertura dei corsi di recupero (primo settembre) e scuola vera e propria.

Occorrerà sistemare le aule, organizzare numericamente le classi, mettere a punto le dovute distanze di sicurezza. E poi bisogna trovare una quadratura sull’uso delle mascherine, sulle mense scolastiche, sugli orari delle lezioni e su quelli di ingresso a scuola.

In altri termini, in pochi giorni c’è molto da fare, senza considerare poi che occorre provvedere all’acquisto dei banchi e pure alle nuove assunzioni di personale, dal momento che diminuendo numericamente gli alunni per singola classe, occorre potenziare l’organico docenti.

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Il ruolo centrale dei presidi

Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha delegato ai presidi la responsabilità di adottare buona parte delle decisioni relative alla riapertura delle scuole, sempre seguendo le linee direttive del governo naturalmente. E per questo che l’Associazione ha prodotto il proprio vademecum. Lo illustra Antonello Giannelli, il Presidente dell’Associazione nazionale presidi.

«Un documento snello, riassuntivo e dal carattere pratico per aiutare i colleghi che, dopo aver letto una pletora di documenti verbosi e anche un po’ evocativi, hanno bisogno di indicazioni concrete», questo ciò che ha ribadito Giannelli parlando del vademecum.

«Il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, metterà a disposizione 2 milioni di test sierologici per docenti, bidelli e personale amministrativo. I controlli, che si svolgeranno da lunedì prossimo 24 agosto fino al 7 settembre, non saranno obbligatori ma fortemente raccomandati. Sarà il medico di famiglia dei singoli lavoratori a fare il prelievo. In caso di esito positivo, verrà effettuato il tampone entro un massimo di 48 ore. I dati finiranno poi sul tavolo delle Regioni o dell’Istituto superiore di Sanità, il quale si sta coordinando con il ministero della Salute per emanare un documento in cui si dica in modo preciso come comportarsi con il personale risultato positivo ai test» questo ciò che reca il documento dell’Anp.

Questo dal puntO di vista del personale della scuola. Per gli studenti invece si sottolinea che «non potranno essere pubblicati sui siti web delle scuole gli elenchi degli alunni che formeranno le singole classi. Per le prime, potranno essere comunicati alle famiglie via e-mail. Dalle seconde in poi, sarà possibile utilizzare il registro elettronico. In ogni scuola garantita la presenza di un medico per la sorveglianza sanitaria», queste altre novità.

Per l’uso delle mascherine invece, l’obbligo sarà di «indossare il dispositivo, per tutti gli alunni sopra i 6 anni, dall’ingresso nell’istituto e fino all’arrivo nelle aule. Gli studenti potranno abbassarla una volta seduti al banco se nelle classi viene rispettato il metro di distanza, ma dovranno rimetterla ad ogni spostamento».

L’obbligo di misurare la febbre sarà a casa e non nelle scuole e se i ragazzi hanno più di 37.5, non potranno andare a scuola. Da un alunno all’altro, in aula, in mensa o in laboratorio, distanzianento di un metro obbligatorio. In palestra invece, due metri.