Autore: Martina Bianchi

Pensione

Rivoluzione pensioni 2023: per la vecchiaia 67 anni non bastano più

Dal 2023 scattano gli adeguamenti alla speranza di vita Istat e cambiano i requisiti di accesso a molte pensioni. Vediamo quali.

Con la circolare numero 19/2020 l’INPS rende noto che non sono previsti aumenti dell’età pensionabile fino alla fine del 2022. Questo significa che sarà possibile continuare ad accedere, fino al 2022, con gli stessi requisiti anagrafici e contributi a tutte le prestazioni. Ma cosa accadrà dal 2023?

Rivoluzone pensioni 2023

Fermo restando che i requisiti di accesso alla pensione anticipata e alla quota 41 resteranno bloccati fino alla fine del 2026, vediamo come cambieranno quelli richiesti per le altre prestazioni previdenziali.

Fino alla fine del 2026 per accedere alla pensione anticipata ordinaria saranno richiesti gli attuali 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Per la quota 41, fino alla stessa data, fermi restando gli altri requisiti, saranno richiesti 41 anni di contributi ai lavoratori precoci.

Come cambia l’età pensionabile dal 2023?

Per la pensione di vecchiaia, che attualmente richiede 67 anni di età e 20 anni di contributi, dal 2023 saranno necessari, sia per lavoratori che per lavoratrici dipendenti ed autonomi, sempre a fronte di 20 anni di contributi versati, 67 anni e 3 mesi di età.

Ma non cambia soltanto il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia ordinaria. Cambia, infatti, anche l’età richiesta per lapensione di vecchiaia contributiva che richiede almeno 5 anni di contributi versati nel sistema contributivo puro, che attualmente richiede un’età di 71 anni e dal 2023 richiederà, invece, un’età di 71 anni e 3 mesi.

La rivoluzione toccherà anche la pensione anticipata contributiva che attualmente richiede almeno 64 anni di età, almeno 20 anni di contributi versati nel sistema contributivo puro e che l’assegno sia pari ad almeno 2,8 volte il minimo INPS.

Questi requisiti rimarranno in vigore per il biennio 2023/2024

Nuovo cambio nel 2025

Dopo gli aumenti previsti per il 2023, un nuovo aumento per adeguamento alla speranza di vita Istat sarà atteso per il biennio 2025/2026 quando ci sarà un ulteriore aumento di 3 mesi sull’età pensionabile delle misure sopra menzionate.

Nel 2025/2026 saranno richiesti, per accedere alla pensione di vecchiaia 67 anni e 6 mesi.

Per accedere alla pensione di vecchiaia contributiva saranno necessari 71 anni e 6 mesi.

Per la pensione anticipata contributiva, infine, saranno necessari 64 anni e 6 mesi.

Per il biennio successivo, poi, l’aumento, a meno che non intervenga qualche blocco normativo, riguarderà anche la quota 41 e la pensione anticipata ordinaria.