Autore: Guido Michelini

Pensione

Riscatto laurea agevolato: costo, convenienza e condizioni

Cosa si guadagna rispetto a quello ordinario, nel riscatto di laurea agevolato? Ecco la guida dettagliata.

Con il decreto con cui il governo Conte uno (quello con Lega e Movimento 5 Stelle in maggioranza, ndr), varò sia il reddito di cittadinanza che la pensione con quota 100, fu introdotta una misura molto importante e molto interessante per chi ha dedicato parte della sua vita al corso di studio universitario per la laurea. Parliamo del riscatto di laurea agevolato o light come molti lo chiamano.

Il riscatto della laurea ai fini pensionistici agevolato è stato introdotto da quello che gli addetti ai lavori hanno subito ribattezzato “decretone”, cioè il decreto n° 4 del 2019. Il riscatto laurea agevolato è entrato in vigore ed è diventato subito uno strumento molto utilizzato da quanti hanno da riscattare gli anni di studio e non trovano conveniente il riscatto di laurea ordinario.

Ma come funziona questa agevolazione e perché dovrebbe avvantaggiare molti lavoratori cui necessitano questi anni di studio per centrare i requisiti di accesso a determinate misure pensionistiche? Vediamo nello specifico tutto quello che occorre sapere su questa particolare misura.

Riscatto laurea agevolato, la guida alla convenienza

La formula agevolata, del riscatto degli anni di studi universitari sicuramente produce diversi vantaggi per gli interessati. Infatti dal punto di vista economico il vantaggio è evidente e piuttosto ingente. Ci sono però tutte una serie di limitazioni a questo provvedimento, che non può essere utilizzato a 360 gradi come il riscatto di laurea ordinario.

Per capire il ritorno in termini di sconto sul riscatto, partiamo da un esempio. Un lavoratore con uno stipendio annuo lordo di circa 30.000 euro, arriverebbe a risparmiare più o meno la metà di quanto spenderebbe con il riscatto di laurea ordinario.

Con il riscatto agevolato, anche se il periodo dedicato allo studio universitario ricade in un periodo antecedente il 1996 e quindi in una epoca retributiva come sistema di calcolo delle pensioni, il corrispettivo da pagare resta fisso. In pratica, con il riscatto agevolato del periodo dedicato al corso di laurea, si paga una cifra pari a 5.260 euro per anno da riscattare. Nel riscatto ordinario invece, è l’Inps (l’ente a cui presentare domanda di riscatto in entrambe le circostanze), che effettua i calcoli dei contributi da versare.

Calcoli basati sull’entità delle retribuzioni degli ultimi anni di carriera, della data di presentazione della domanda e del periodo in cui si frequentava l’Università. Infatti i contributi vengono rivalutati in base al periodo storico di riferimento, come se fossero stati versati al momento tenendo conto anche del sistema di calcolo retributivo ai fini pensionistici.

Il vantaggio del riscatto agevolato poi è anche quello delle rate, perché viene concessa la facoltà all’interessato di pagare quello che viene fuori come riscatto, in 120 rate mensili di uguale importo, cioè in 10 anni. Rate necessarie perché agevolazione o meno, il corrispettivo rischia di diventare comunque alto dal momento che per 5 anni di corso di laurea da riscattare servirebbero oltre 26.000 euro.

Cosa va analizzato del riscatto di laurea agevolato

La convenienza del riscatto di laurea agevolato va misurata con attenzione. Infatti il riscatto può essere necessario per poter accedere ad una misura previdenziale da cui si verrebbe tagliati fuori senza. Ma può servire anche per garantirsi un assegno previdenziale più elevato.

Il primo fattore da valutare è senza dubbio il tempo, che è importante per la reale possibilità di poter anticipare l’età pensionabile. Quindi è bene ricordare che per la pensione di vecchiaia è necessario avere 67 anni di età e 20 di contributi. Per le anticipate senza limiti di età invece servono 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Solo per coloro che ricadono esclusivamente nel sistema contributivo, dal 1996, se verrà maturato un assegno previdenziale mensile pari o superiore a 2,8 volte quello dell’assegno sociale di 458,93 euro, il requisito anagrafico scende a 64 anni di età con 20 di contribuzione.

Chi ha iniziato a lavorare intorno ai 30 anni di età, situazione questa abbastanza comune per chi ha perso parte della giovane età per studiare, raggiungerà il requisito di pensione anticipata a quasi 73 anni. Molto prima invece la pensione di vecchiaia, perché si centra a 67 anni.

Ma anziché avere una pensione calcolata su 42 anni e 10 mesi di versamenti, questo lavoratore la vedrà calcolata solo su 37 anni di contributi. Per un lavoratore di questo tipo, il vantaggio del riscatto non riguarderebbe l’accesso anticipato alla pensione, ma bensì l’importo dell’assegno previdenziale.

Per chi invece ha iniziato a lavorare a 23 anni, il primo requisito utile per andare in pensione scatterebbe a quasi 66 anni con la pensione anticipata perché come detto servono 42 anni e 10 mesi di contribuzione. In questo caso, senza dover attendere i 66 anni di età, riscattare i 5 anni del corso di laurea potrebbe anticipare di altrettanti anni la pensione.

La convenienza al riscatto di laurea agevolato riguarda anche il calcolo della propria pensione. Infatti optare per il riscatto di laurea agevolato al posto di quello ordinario, obbliga il lavoratore ad accettare l’assegno calcolato con il sistema contributivo. Un vero ricatto che in termini di assegno pensionistico è un salasso per chi ha una lunga carriera precedente il 1996.