Autore: B.A

Reddito di cittadinanza

Rinnovo Reddito di cittadinanza: novità Inps, variazioni e istruzioni

L’Inps produce le istruzioni per il reddito di cittadinanza e per il rinnovo.

E finalmente sono arrivate le istruzioni Inps per il rinnovo Reddito di cittadinanza. Per i beneficiari del sussidio che lo hanno incassato già da aprile 2019, siamo arrivati al giro di boa. Sono passati 18 mesi, un anno e mezzo di ricariche, più o meno sempre puntuali, ma con ritardi nelle politiche attive sul lavoro, con i progetti di ricollocazione lavorativa che non hanno dato i frutti sperati, perché partiti in ritardo o mai partiti addirittura.

E non avendo completato il secondo scopo della misura, cioè la ricollocazione sociale e lavorativa, la stragrande maggioranza dei beneficiari sono ancora nelle medesime condizioni di disagio che a marzo 2019 li ha spinto a entrare nel programma. Il Reddito di cittadinanza ha una durata di 18 mesi prorogabili di altri 18 mesi. E adesso quindi, occorre provvedere a ripresentare domanda. L’Inps a tale fine ha pubblicato le istruzioni, con alcuni chiarimenti ed esempi riguardanti variazioni di disagio e di condizioni familiari che possono andare ad incidere negativamente sull’accettazione della nuova domanda.

Via alle domande rinnovo Reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza spetta in continuità, per un periodo non superiore a 18 mesi. Di conseguenza i nuclei familiari che hanno beneficiato del sussidio a partire da aprile 2019, hanno ricevuto la diciottesima e ultima mensilità a settembre. Per questo motivo, chi ha accesso all’area riservata del sito Inps, noterà che la sua sua situazione è segnalata con la dicitura "Terminata".

Adesso occorre, come decreto di varo del Reddito di cittadinanza, aspettare un mese. Una sospensione di un mese dal sussidio, con ottobre che diventa mese scoperto dal Reddito di cittadinanza. Ma ad ottobre occorre presentare domanda per le nuove 18 mensilità, con la prima in pagamento presumibilmente a fine novembre.

Nel caso di permanenza dei requisiti per l’accesso si possono già presentare le nuove domande a Poste italiane direttamente, oppure accedendo al sito redditodicittadinanza.gov.it tramite Spid, oppure accedendo al sito Inps sempre con Spid o con Cie, Cns e Pin dispositivo (dal primo ottobre l’Inps non rilascia più questa tipologia di credenziali). In alternativa è possibile presentare domanda tramite i centri di assistenza fiscale e tramite gli istituti di patronato.

I chiarimenti Inps

La prima cosa che chiarisce l’Inps è che nei secondi 18 mesi per continuare a beneficiare del sussidio sarà obbligatoria l’accettazione già della prima congrua proposta lavorativa.
In caso di variazioni relative al nucleo familiare del beneficiario del sussidio, i 18 mesi come limite si applica al nucleo modificato, ovvero a ciascun nucleo familiare formatosi in seguito alla variazione. Ma come prassi, in questi casi i beneficiari sono tenuti pure presentare una nuova Dsu per rinnovare l’Isee alla luce delle variazioni, magari ricorrendo all’Isee corrente.

Negli esempi dell’Inps si richiama a due tipologie di situazione molto precise e molti comuni. L’aumento dei componenti il nucleo familiare per nascita o adozione di nuovi figli o la fuoriuscita dal nucleo di un figlio maggiorenne. Nel primo caso la fruizione del sussidio continua fino a settembre, mentre nel secondo caso il benefit si ferma e se le condizioni del nucleo familiare, anche senza il componente fuoriuscito, sono utili alla fruizione del sussidio, con una nuova domanda si potranno percepire i restanti mesi spettanti fino al raggiungere i fatidici 18 mesi.