Autore: G.M

Pensione

26
Nov

Riforma pensioni: prima la legge di Bilancio e poi la cancellazione della legge Fornero

Il governo studia una soluzione per superare davvero la riforma Fornero, lo conferma il Ministro Catalfo

Che quota 100 non abbia prodotto il superamento della legge Fornero è un dato di fatto. Che si simpatizzi per la Lega oppure no, nessuno può asserire che quota 100 abbia cancellato i pesanti requisiti di accesso alle pensioni prodotte dalla riforma del Governo Monti. Solo alcuni lavoratori hanno potuto dribblare la riforma Fornero grazie alla misura varata dal governo Lega-M5S nel 2019.

Pochi lavoratori hanno potuto o voluto sfruttare l’uscita a 62 anni con 38 di contributi come prevede la quota 100. Secondo la lega e secondo il suo leader Salvini, quota 100 è una conquista per il sistema previdenziale, ma era solo il primo passo verso il superamento della Fornero (secondo la Lega, dopo la sperimentazione di quota 100, si sarebbe passati alla quota 41 per tutti). Fatto sta che anche nel 2020, i lavoratori che non rientrano in quota 100 dovranno ancora sottostare alle norme pensionistiche della legge Fornero.

Pensione di vecchiaia a 67 anni per tutti e pensione anticipata a 42,10 o 41,10 anni di contributi, rispettivamente per uomini o donne.
Il superamento della legge Fornero però è in agenda anche nel nuovo esecutivo giallo-rosso, il Governo Conte Bis formato da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Italia Viva. vanno registrate in questa ottica le parole del Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Dopo la manovra via al piano pensioni

Entro la fine dell’anno, la manovra di bilancio deve essere approvata come prassi. Una volta terminato il lavoro sulla nuova legge di Stabilità, il governo metterà subito mano ad una riforma generale del sistema pensionistico italiano, con l’obiettivo di superare definitivamente la riforma Fornero/Monti. Questo è il programma che ha annunciato il Ministro del lavoro dell’attuale esecutivo, Nunzia Catalfo, a margine del Festival del Lavoro Anteprima 2020.
Anche il nuovo esecutivo, come spiega la Catalfo, pensa che la legge Fornero va cambiata perché costringe a restare al lavoro troppo a lungo i lavoratori.

E spesso, si tratta di persone che non hanno più energie sufficienti ad essere produttivi. Inoltre, far rimanere troppo a lungo i lavoratori in servizio, allontanando la pensione come la Fornero ha fatto, tiene bloccati porti di lavoro che potrebbero essere destinati ai giovani. Secondo la Catalfo, occorre una riforma che consenta le uscite a chi ha già 35 anni di lavoro alle spalle. Solo così si potrebbe dare vita anche al turn over lavorativo, liberando spazi ed occupazione per i giovani che oggi sono vessati da disoccupazione e precariato.

Assegni più bassi per i pensionati, ma prima a casa a riposare

Mandare in pensione lavoratori con 35 anni di contributi, dovrà necessariamente passare da assegni pensionistici più bassi erogati dall’Inps, non fosse altro per il minor numero di anni di contributi necessari. Questo il progetto su cui, per la Catalfo, il governo inizierà a ragionare dopo la legge di Bilancio. Per quanto concerne il turn over invece, la linea sembra la medesima di quota 100, perché sembra si dia per scontato che ogni persona mandata in pensione prima, produca una nuova assunzione. Un meccanismo che è tutto da dimostrare, perché anche con quota 100, la teoria non è stata supportata dai fatti.