Autore: B.A

Riforma pensioni nel Def? ecco cosa si prevede di fare

Fissato per il 13 marzo il tavolo tra governo e sindacati sulla riforma delle pensioni, ecco gli ultimi aggiornamenti.

La riforma pensioni resta argomento caldo anche se le vicende della epidemia da coronavirus hanno monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e l’azione del governo. Resta confermato l’incontro tra governo e sindacati del 13 marzo perchè come previsto, i primi segnali di ciò che il governo varerà con la prossima legge di Bilancio si vedranno nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanze, cioè nel Def. Ma cosa bolle in pentola in materia previdenziale? ecco gli ultimi aggiornamenti.

Operazione tra due fuochi, esigenze del sistema e conti pubblici

La direzione, che sembra aver preso l’esecutivo è sempre la stessa, cioè vanno assecondate le esigenze di riforma di un sistema ancora troppo legato alla riforma Fornero e potenzialmente investito dagli effetti di quota 100, e i conti pubblici da tenere sotto controllo. In altri termini, misure nuove votate alla flessibilità ed al superamento della riforma Fornero, misure anti scalone per quota 100, ma senza mettere a rischio la già fragile sostenibilità del sistema.

In questa ottica, le misure su cui si lavoro sono quelle che consentono uscite dal lavoro opzionali per i lavoratori, anticipate rispetto alle soglie della Fornero, ma con un occhio di riguardo a determinate categorie di soggetti, cioè donne, precoci e lavori gravosi. Nulla a che vedere con le richieste sindacali che vertevano sulla quota 41 per tutti e sulla pensione flessibile dai 62 anni di età con 20 di contributi.

Misure queste che risponderebbero alle esigenze della popolazione che si avvicina alla pensione, ma che non risponderebbero alle esigenze di contenimento della spesa pubblica che il governo ha necessità di adottare. Anche perché nonostante si sia detto e ridetto che il governo Conte bis ha detonato l’aumento dell’Iva, è altrettanto vero che la prossima legge di Bilancio andrà fatta di nuovo, tenendo conto che senza stabilità nei conti pubblici si tornerebbe a parlare di aumento dell’Iva.

Il prossimo incontro sarà cruciale?

Dopo i vari summit ad argomento unico di febbraio, nel prossimo incontro del 13 marzo si inizierà davvero a parlare concretamente di misure da adottare. Ecco perchè molti considerano il prossimo tavolo come molto importante per gli scenari futuri sulla materia previdenziale. Da questo tavolo prenderà probabilmente vita la riforma delle pensioni, con il suo inserimento come programmazione, prima nel Def e poi nella legge di Bilancio. Il Def per esempio, dovrebbe fuoriuscire ed approdare nelle aule del Parlamento, il 10 aprile.

I punti chiave saranno quelli da tempo in discussione. Prima di tutto la flessibilità in uscita. Occorrono misure che permettano ai lavoratori di scegliere quando lasciare il lavoro, soprattutto adesso che il metodo contributivo sta prendendo via via sempre più importanze in sede di liquidazione delle pensioni. Si parla di quota 101, una specie di quota 100 rivisitata.

Poi c’è la pensione di garanzia giovani, ciò la misura volta a garantire una pensione minima a chi ricade completamente nel sistema di calcolo contributivo dell’assegno previdenziale e che rischia di percepire pensioni sotto la soglia di povertà. In questa ottica si ragiona sulla pensione da 780 euro al mese da garantire alle generazioni future di pensionati. Inoltre, si cerca di garantire maggiori privilegi in termini di uscita dal lavoro per le categorie più svantaggiate, come le donne e i lavori gravosi.