Autore: B.A

21
Gen 2020

Riforma pensioni, il piano del governo: spuntano quota mamma e quota 99

Il Sottosegretario Puglisi anticipa il piano del governo che probabilmente verrà esposto il 27 gennaio ai sindacati.

In pensione a 64 anni con 35 di contributi versati e con la pensione liquidata in modo tradizionale, cioè in base a dove ricadono i contributi previdenziali versati. Nessun ricalcolo contributivo per quella che a tutti gli effetti diventerebbe una quota 99, una misura che potrebbe sostituire quota 100 una volta che quest’ultima cesserà di esistere. Questa appena presentata altro non è che una specie di proposta di riforma proveniente da una rappresentante del governo, il Sottosegretario al Ministero del lavoro, Francesca Puglisi.

Cosa ha detto al Puglisi

Francesca Puglisi è una parlamentare del Pd e la sua proposta sembra avvicinarsi di molto a quella prevista da un disegno di legge già presentato e a firma di Tommaso Nannicini. Infatti come per quella di Nannicini, anche questa proposta fissa a 64 anni di età il limite minimo per andare in pensione. La proposta di Nannicini però prevede «solo» 20 anni di contribuzione minima richiesta, mentre quella della Puglisi ne richiede 35. Un’altra sostanziale differenza è che la misura di Nannicini prevede il calcolo contributivo dell’assegno, secondo la logica che chi vuole la flessibilità, cioè chi vuole lasciare i lavoro prima, deve pagare qualcosa in termini di assegno previdenziale. Per la Puglisi e la sua quota 99 invece, il calcolo dell’assegno sarebbe quello classico. Che sia questa la novità che il governo metterà sul tavolo con i sindacati lunedì 27 gennaio? Dal momento che l’idea proviene da una rappresentante del governo e del Ministero del lavoro, si può anticipare benissimo il fatto che probabilmente la proposta non è solo della Puglisi, ma è l’esecutivo che ci sta ragionando.

Quota mamma, cos’è?

Se la quota 99 diventerebbe la misura di flessibilità in uscita tanto necessaria al termine di quota 100, per via dello scalone che proprio quota 100 lascerà nel 2022, la proposta della Puglisi, che è stata commentata dalla Sottosegretaria in una intervista al quotidiano «la Repubblica», prevede interventi anche per le madri.
L’idea è di varare un bonus per le mamme nel momento in cui decidono di andare in pensione. L’incentivo sarebbe pari ad un anno di sconto in termini di contribuzione, per ogni figlio avuto e senza limiti numerici. Un intervento questo che servirebbe a detonare il sicuro problema che le lavoratrici di questo tipo avrebbero a centrare quota 99. Infatti, è risaputo che qualsiasi misura previdenziale che prevede un numero di anni di contribuzione elevato (anche quota 99 lo è, per via dei 35 anni di contributi di cui parla la Puglisi), penalizza le donne che spesso lasciano lavoro e sacrificano le carriere, per la cura della famiglia e soprattutto per fare le mamme. Due soluzioni della Puglisi piuttosto costose, ma la stessa rappresentante PD indica nei risparmi di quota 100 e nella rimodulazione dell’Iva, i punti da cui attingere per finanziare la riforma.