Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma pensioni, il Governo punta alla «staffetta generazionale»

La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha sottolineato come uno degli obiettivi del Governo sia rappresentato dal ricambio occupazionale.

E’ arrivato l’ok dalle Camere per lo scostamento di bilancio. A dare il via è stata la maggioranza con 324 sì alla Camera e 165 al Senato. Sicuramente non è stata una votazione facile: questa si basava, infatti, sui componenti delle due Camere, e non sui presenti.

Anche perché, si sa che in tempi difficili come questi dove l’emergenza Covid sta influendo in maniera sensibile anche dal punto di vista politico, le presenze possono diminuire. Le forze dell’opposizione hanno deciso di astenersi dal voto. «Non ci sarà alcun aiutino. In passato ci avete invitato alla responsabilità, e poi ci avete lasciato alla porta. I 22 miliardi come li spendete? Non c’è assolutamente chiarezza», queste le dichiarazioni del senatore di Forza Italia, Dario Damiani.

Dal Pd, invece, viene ribadito che «non sono arrivati soccorsi esterni». Anzi, secondo il premier Giuseppe Conte «al Senato c’è stato un ampio riscontro dei numeri della maggioranza». Alla fine della durissima impresa di votazione tra dibattiti vari e qualche problema tecnico si è arrivati al via libera per lo scostamento di bilancio.

Nella Nota di aggiornamento del Nadef (documento di Economia e Finanza) la maggioranza di governo ha chiesto l’impegno in merito a determinati punti che verranno approfonditi nella legge di Bilancio. Quest’ultima verrà trasmessa tra circa dieci giorni dal Governo al Parlamento. Mentre a Bruxelles verrà inviato il documento programmatico di Bilancio.

Secondo quanto riporta l’agenzia di informazione «LaPresse», la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato che, oltre alla proroga della Cassa integrazione, «va stimolato il ricambio occupazionale attraverso una serie di interventi che, da una parte facilitano l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani, e dall’altra agevolano l’uscita dei lavoratori più anziani».

Staffetta generazionale, cos’è

La staffetta generazionale, in buona sostanza, dovrebbe consentire ai lavoratori a cui mancano solo 3 anni al pensionamento di scegliere il lavoro part time contestualmente alla ricezione di un assegno pensionistico parziale: quindi, da un lato i lavoratori riceveranno l’assegno previdenziale maturato fino al momento dell’accesso, dall’altro continueranno a percepire anche lo stipendio per il lavoro part time.

L’azienda, in ogni caso, dovrà impegnarsi ad assumere giovani per i quali si potrà fruire del pieno esonero contributivo per i primi 3 anni di lavoro (i 3 anni di anticipo per chi sceglie il part time).

Dovrebbero, inoltre, cambiare i requisiti dei contratti di espansione passando da 1000 a 500 dipendenti. In buona sostanza, come viene anche spiegato dal portale «investireoggi», le aziende con un massimo di 500 dipendenti potranno ancora ricorrere al contratto di espansione che permette ai lavoratori, a cui mancano al massimo 5 anni per accedere alla pensione di vecchiaia o anticipata, di usufruire di una sorta di agevolazione che favorirà il raggiungimento della pensione.

Tale normativa prevede, naturalmente, il consenso del lavoratore per la stipula di un accordo con la propria azienda la quale erogherà, fino alla maturazione della pensione, un importo pari all’assegno pensionistico maturato al momento delle dimissioni.

Tra le richieste di impegno emerge anche il rafforzamento del sistema sanitario e un’attenzione particolare alle scuole, dove le classi andrebbero trasformate in «Digital Labs». Dal punto di vista normativo, invece, la richiesta è quella di prorogare il bonus al 110% oltre il 2021 e modificare gli obiettivi dei sussidi che risultano ambientalmente dannosi in progetti più sostenibili.