Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma pensioni: ecco cosa potrebbe cambiare dal 2021

Opzione donna, Ape sociale, Quota 41 e pensione di garanzia: quali cambiamenti ci saranno per il 2021?

Sono diverse le opzioni messe sul tavolo del Governo per quanto riguarda la riforma pensioni 2021. Attualmente, ancora in fase di studio, c’è la proroga di opzione donna, l’Ape sociale, Quota 41 e Quota 102. Analizziamo nello specifico le caratteristiche delle quattro misure e anche quelle che potrebbero rientrare nella nuova riforma pensioni 2021.

Opzione donna: è un meccanismo che permette alle donne lavoratrici sia dipendenti che autonome di accedere alla pensione anticipatamente all’età di 58/59 con un minimo di 35 anni di contributi lavorativi.

Questa soluzione, da un lato consente di entrare in pensione anticipatamente; dall’altro, però, comporta delle penalizzazioni sull’assegno. Tuttavia, diverse lavoratrici hanno deciso di abbracciare questa possibilità di uscita anticipata per poter smettere di lavorare prima e dedicarsi alla famiglia.

Ape sociale: è una forma di anticipo pensionistico che permette l’accesso alla pensione a costo zero all’età di 63 anni. Possono usufruire dell’Ape sociale soltanto determinate categorie di lavoratori, secondo quanto prestabilito dalla legge. Secondo il governo giallorosso, l’Ape sociale, insieme alla pensione di cittadinanza e la pensione di invalidità, non subiranno alcuna modifica nella riforma pensione del 2021.

Quota 41: è la misura che permette l’uscita dal lavoro a qualsiasi età ma con almeno 41 anni di versamenti di contributi lavorativi. E’ uno strumento di pensionamento riservato ai lavoratori precoci che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età e che appartengono a specifiche categorie tutelate quali caragiver, invalidi civili dal 74%, disoccupati a lungo corso e addetti ai lavori gravosi, usuranti e notturni.

Quota 102: ancora in fase di studio e ipotizzata per il 2022, è l’opzione più vicina alla misura di pensionamento attualmente in vigore. Infatti permette l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni di età con 38 anni di contributi versati. Oltre a distinguersi da Quota 100 per l’età pensionabile (64 anni anziché 62), Quota 102, al momento sembra essere l’opzione più valida per evitare l’imminente «scalone», al termine del 2021.
Come sappiamo, la naturale scadenza di Quota 100 è stato stabilita per fine 2021.

Il Governo Conte, dunque, ha già confermato Quota 100 per tutto il 2021. Tuttavia il governo sta ancora studiando delle misure di pensionamento anticipato da inserire a partire dal 1° gennaio 2022.

Riforma pensioni 2021: possibili novità e cambiamenti

Intanto, proseguono gli incontri tra governo e sindacati, alla presenza del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo per definire le nuove misure da inserire nel pacchetto della nuova legge di bilancio 2021. Tra gli argomenti trattati, la proroga dell’Ape sociale e l’ipotesi di aumentare le categorie di lavoratori beneficiari, così come richiesto dai sindacati.

Oltre alla proroga di Opzione donna, spunta l’ipotesi di introdurre un nuovo strumento che andrebbe oltre l’isopensione e che permetterebbe di accompagnare con un’indennità i lavoratori a cui mancano 3 o 4 anni per entrare in pensione.

I sindacati hanno cercato di orientare il nuovo sistema previdenziale verso quelle categorie di lavoratori fino ad ora penalizzate come le donne, chi svolge lavori gravosi, i giovani e i lavoratori discontinui.

Altra novità che potrebbe essere inserita nella riforma pensione 2021 è la pensione di garanzia. La pensione di garanzia è una misura pensata per i giovani: in particolar modo, il governo Conte mira ad aumentare il Fondo previdenziale integrativo Pubblico. In questo modo si dovrebbe assicurare una copertura previdenziale a molti giovani che, oggi, hanno una carriera discontinua.