Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Quota 100

16
Gen 2020

Riforma pensioni e lavoro, Landini (Cgil): ‘trovare soluzioni che producano un cambiamento, quota 102 non va bene’

I sindacati si preparano al tavolo di confronto con il governo. Attesa per la ripresa del dialogo, ma sulle proposte si pretende serietà. Landini dice no alle pensioni anticipate tramite quota 102.

Dalla Cgil si ribadisce un secco no alle pensioni anticipate tramite quota 102, che dovrebbero entrare in funzione a partire dal 2022 (quando la quota 100 avrà cessato il proprio periodo di sperimentazione). Lo ribadisce Maurizio Landini, evidenziando quali saranno i principali nodi che saranno trattati durante il prossimo confronto con l’esecutivo.

La convocazione è arrivata negli scorsi giorni dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo per il prossimo 27 gennaio, quando si approfondirà il tema della riforma previdenziale. Secondo quanto indicato dal leader della Cgil, “siamo contenti di andare alla trattativa con la volontà di trovare soluzioni che producano un vero cambiamento, a partire dal lavoro”. In merito alle attese nei confronti dell’esecutivo, Landini ha poi specificato che “se il governo vorrà affrontare i problemi insieme a noi, sappia che ha di fronte interlocutori pronti al dialogo e al confronto”.

Ma il sindacalista ha anche messo in guardia le controparti contro l’adozione di un atteggiamento attendista oppure ambiguo rispetto alle richieste avanzate dalla piattaforma unitaria. In tal senso, l’esecutivo “non può pensare di discutere con noi e nel frattempo di avere altri luoghi di confronto”.

Pensioni anticipate: il nuovo no di Landini alla quota 102

Nelle ultime dichiarazioni rilasciate dal Segretario generale della Cgil non manca un chiaro riferimento alla flessibilità previdenziale ed al post quota 100. Con alcune precisazioni Landini ha infatti voluto offrire un riscontro diretto in merito alle proposte di flessibilità giunte negli ultimi giorni ed in particolare alla cosiddetta quota 102 (caratterizzata dalla maturazione di almeno 64 anni di età e 38 anni di versamenti, oltre che dal ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo puro).

In tal senso, Landini ha espresso tutta la propria perplessità. “In questi giorni vediamo sbizzarrirsi un sacco di esperti che parlano di numeri, di quota 100, 102 eccetera, non va bene. Il tavolo con il governo deve essere serio”. Analoghe posizioni sono state espresse recentemente anche dal Segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. “Interventi simili non consentirebbero l’accesso alla pensione anticipata alla maggior parte delle persone, in particolare quelle più deboli sul mercato del lavoro, a partire da giovani e donne”. Per questo motivo “qualunque ipotesi di uscita anticipata per noi deve essere possibile dai 62 anni” ha concluso il dirigente sindacale.