Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma pensioni dopo Quota 100: ecco cosa potremmo aspettarci nel 2022

Il governo sta studiando un piano per introdurre un sistema pensionistico in grado di ridurre al minimo i danni sull’Erario entro i prossimi 18 anni.

Nel corso degli anni, i problemi legati al sistema pensionistico sono stati tutt’altro che facili da affrontare per i governi che si sono succeduti. Come ben sappiamo, quello delle pensioni è un problema tutt’oggi ricorrente e di non facile risoluzione. In passato, i vari governi hanno sempre cercato un modo per introdurre un sistema pensionistico equilibrato e in grado di sostenersi da solo: l’obiettivo primario, comunque, è sempre stato quello di controllare i costi di bilancio.

Negli anni passati, il governo Monti ha introdotto l’ormai famosa legge Fornero, fino ad oggi, discussa per i rigidi paletti imposti ai lavoratori. Con la legge Fornero è stato interamente sostituito il sistema contributivo (l’importo dell’assegno di pensione viene calcolato in base ai contributi versati) e si è innalzata l’età pensionabile, per la pensione di vecchiata, sino a 67 anni (basandosi sull’indice di aspettativa di vita), mentre per quella anticipata sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Tutti questi interventi sul sistema pensionistico sono stati effettuati con lo scopo di arrivare al 2038 con meno danni possibili sull’Erario. E’ chiaro che le recenti misure, come ad esempio, quella di Quota 100, sono risultate motivo di scontri politici in quanto non si tratta di soluzione adatte a creare un sistema che possa sostenersi in maniera autonoma.

Viceversa, la legge Fornero, ha mirato proprio verso questi obiettivi, per questo è stata introdotta «Opzione Donna», misura che consente di accedere alla pensione a 58 anni con un minimo di 35 anni di contributi, con il calcolo contributivo: dunque, chi accederà alla pensione con Opzione Donna, avrà una perdita, in media, del 25/30% sull’importo dell’assegno pensionistico.

Futuro pensioni 2022: ecco cosa avrebbe in mente il governo dopo Quota 100

Attualmente il governo sta lavorando in merito ad una soluzione per il sistema pensionistico che non vada a creare uno «scalone» dopo Quota 100. Molte sono le opzioni attualmente prese in esame, tuttavia, i dettagli relativi al futuro delle pensioni non sono ancora stati del tutto definiti.

Attesi, in questa fine del mese di settembre, diversi incontri tra governo e sindacati che discuteranno sulla riforma per le pensioni che potrebbe entrare in vigore dal 2022. Purtroppo, da quanto emerso sinora, come suggerito anche dal portale «pensionepertutti», probabilmente dovremo aspettarci alcune penalizzazioni, penalizzazioni di «almeno del 2% per ogni anno di anticipo per chi entrerà in pensione prima dei 67 anni di età».

Queste misure verranno adottate con l’intento di arrivare al 2038 con il minor «deficit» possibile sull’Erario, cercando di arrivare al minor squilibrio sulle spesa previdenziale. Tali risultati saranno, dunque, possibili, solamente se si adotterà un sistema previdenziale autosufficiente, in grado cioé di «sorreggersi da solo». Ecco, dunque, la maggior criticità da affrontare sul tema pensioni: arrivare ad un sistema autosufficiente non sarà certamente impresa facile, inevitabilmente si dovrà prevedere qualche «piccolo sacrificio» a discapito dei futuri pensionati.