Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma pensioni, conferme dal Pd: «Dopo Quota 100, torneremo alla legge Fornero»

Il responsabile economico del Pd conferma in un’intervista rilasciata ad ’affaritaliani’ il ritorno alla legge Fornero al termine di Quota 100.

Sono state diverse le ipotesi su ciò che potrà accadere dopo Quota 100, in particolare si temeva un ritorno alle rigide disposizioni della legge Fornero. Oggi, purtroppo, potrebbe non essere più soltanto una preoccupazione, bensì una spiacevole realtà.

La conferma sembra arrivare da un membro del Partito democratico, dopo l’intervista rilasciata su «affaritaliani.it» di Emanuele Felice responsabile economico del partito di Nicola Zingaretti. «Ci si torna comunque alla legge Fornero - ha dichiarato Felice - visto che il governo con dentro Salvini e la Lega non l’avevano abolita. Quota 100 era soltanto una misura temporanea che non verrà rinnovatacome abbiamo sempre detto. C’è il tema dello scalone, che pensiamo di affrontare estendendo la Naspi e gli incentivi. Ma, comunque, gradualmente, si tornerà all’impianto della Legge Fornero, da attuare con buon senso e discriminazioni».

Pericolo di ritorno alla Fornero

Questo è quanto affermato dal responsabile economico del Pd, in risposta a quello che aveva sostenuto il leader della Lega Matteo Salvini sul pericolo di ritornare alla Legge Fornero.
L’idea di un ritorno al sistema pensionistico dell’ormai famosa riforma Fornero non trova sicuramente un buon accoglimento da parte dei cittadini italiani: tuttavia, si tratta di una condizione che tutti ci dovevamo aspettare anche perché, dopotutto, la legge Fornero, di fatto, non è mai stata abolita e Quota 100 è stata soltanto una misura temporanea, destinata a finire nei tempi prestabiliti.

E’ chiaro che, per gli italiani, non è possibile dimenticare una legge che, non solo ha allungato l’età pensionabile, ma ha anche introdotto delle condizioni rigidissime per accedere alla pensione.

Pensioni e Reddito di cittadinanza, Emanuele Felice: «Vogliamo migliorarlo, dando più soldi alle famiglie numerose»

Oltre a Quota 100, è opportuno ricordare un’altra misura sempre cara al Movimento 5 Stelle, vale a dire il Reddito di Cittadinanza, oggetto di scottanti polemiche nelle ultime settimane per effetto di alcune dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri. Anche se la sua attuazione non ha esattamente ottenuto i risultati sperati, il pensiero del Pd sembra essere chiaro: "Vogliamo migliorarlo, innanzitutto dando più soldi alle famiglie numerose e riducendo gli anni di residenza necessari.

Il nostro modello è «l’ingresso minimo vital» attuato dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, lo strumento migliore per reprimere la povertà. Inoltre, l’obiettivo è quello di potenziare le politiche per il lavoro rendendole più efficaci, molte cose in questo anno non hanno funzionato, a partire dalla condotta del presidente Anpal".

Felice, poi, risponde alla domanda in merito al raddoppiamento di stipendio di Pasquale Tridico, il presidente Inps. «Come Pd ci riserviamo una valutazione in merito. L’aumento di stipendio del presidente Inps è avvenuto a scapito dei servizi offerti agli utenti sul rendiconto della pensione. Posso affermare che sicuramente c’è stato un abbassamento di livello da Boeri a Tridico», conclude così Emanuele Felice.