Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma pensioni anticipate 2021: taglio degli assegni in vista?

La nuova riforma pensioni prevista per l’anno 2021 potrebbe prevedere il pensionamento anticipato a 62 anni: forse, però, ci saranno tagli sugli assegni.

Dopo la presunta ipotesi di una seconda legge Fornero adesso arriva un altro motivo di discussione che darà il via a nuovi dibattiti per quanto riguarda l’argomento pensioni e Quota 100 per l’anno 2021. A quanto pare potrebbero essere previsti dei tagli per i nuovi assegni a partire dall’anno prossimo.

Partiamo innanzitutto dal fatto che, per il 2021, è stata confermata nuovamente la Quota 100, misura di pensionamento prevista dalla legge Fornero. A confermarlo è stato il sottosegretario del Ministero dell’Economia Pier Paolo Baretta, il quale sostiene che «in un contesto di profonda crisi come questo, può essere considerata un ammortizzatore sociale».

I conflitti tra sindacati e Governo scoppiano proprio quando si viene a parlare della nuova Riforma Pensioni prevista per l’anno 2021. Il dibattito si trova ancora in una fase iniziale ma si spera di riuscire a trovare un accordo definitivo da inserire nella legge di Bilancio 2021.

Per il nuovo anno si sta idealizzando una Riforma Pensioni capace di permettere un pensionamento anticipato (rispetto a Quota 100) e di garantire una maggiore flessibilità per tutti coloro che finiranno l’attività lavorativa ed entreranno in pensione. La proposta è quella di permettere ai cittadini di accedere alla pensione anticipata a 62 anni, anche per andare incontro a tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza Covid.

Riforma pensioni 2021: ci saranno tagli sugli assegni pensionistici?

Attualmente, però, sul piano politico, l’idea non ha ancora preso forma: pertanto nulla è stato ancora definito a riguardo. Domenico Proietti, segretario confederale Uil, durante la Commissione Lavoro al Senato, ha proposto di introdurre appunto una maggiore flessibilità per quanto riguarda l’età pensionabile, affermando che si tratterebbe di «un intervento che, oltre a riallineare il sistema previdenziale italiano a quello che avviene in Europa, si configura come uno strumento importante per garantire una tutela alle persone che saranno espulse dal mercato del lavoro a causa delle conseguenze economiche del coronavirus».

C’è da dire che il nostro Paese ha un età pensionabile più alta di 4 anni rispetto al resto dei Paesi dell’Eu. Si parla, dunque, di una riforma che introduce una pensione anticipata e, allo stesso tempo, permetterebbe a molti lavoratori con più di 41 anni di contributi lavorativi di andare in pensione indipendentemente dall’età e senza la necessità di arrivare a Quota 100. Purtroppo, però, questa ipotetica riforma penalizzerebbe i lavoratori che hanno svolto lavori saltuari, pertanto bisogna esaminarla con attenzione.

Tuttavia rimangono ancora molte incertezze per quanto riguarda le pensioni per l’anno 2021. Quello che probabilmente accadrà sarà il taglio degli assegni: secondo quanto riportato dal decreto del ministero del Lavoro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, gli assegni pensionistici potrebbero subire un taglio del 0,3% fino allo 0,7%. In conclusione, forse, potremo andare in pensione prima ma con assegni meno consistenti.