Riforma pensioni, Sbarra (Cisl): «Età flessibile a partire da 62 anni»

Il segretario della Cisl in un’intervista al Corriera della Sera ha parlato anche di blocco licenziamenti da prorogare fino ad ottobre e di «patto sociale» per le riforme di fisco e pensioni

Quello della riforma pensioni resta un tema particolarmente spinoso. Lo era prima dell’avvento del Covid, lo è adesso che dovrà incastrarsi in una situazione socio-economica particolarmente delicata. Ed è un’altra incombenza significativa che dovrà essere gestita dal governo presieduto da Mario Draghi

Pensioni e non solo nell’intervista di Sbarra al Corriere della Sera

Sull’edizione del 30 maggio del Corriere della Sera è presente un’intervista a Luigi Sbarra. Il segretario della Cisl è stato chiamato ad affrontare diversi temi che riguardano la stretta attualità politica ed economica del Paese. Non sono mancati dei messaggi abbastanza chiari su quelli che sono tre punti che sono destinati a restare profondamente legati uno con l’altro nei prossimi mesi: la questione blocco dei licenziamenti, il lavoro e le possibili riforme di Fisco e pensioni.

Blocco licenziamenti, questione di stretta attualità

La necessità, al momento, è quella di attutire quelli che potrebbero essere i potenziali effetti dello stop ai licenziamenti. La strategia necessaria segnalata da Sbarra è quella di mettere in campo politiche che possano lenire l’eventuale sofferenza sociale che potrebbe derivare dalla fine del provvedimento emergenziale. «Chiediamo - ha dichiarato - la proroga almeno fino alla fine di ottobre della cassa integrazione Covid e del blocco dei licenziamenti, per avere il tempo di fare il negoziato e raggiungere l’accordo complessivo, che comprende anche la riforma della Naspi, allungandone la durata ed eliminando il decalage dell’importo dal quarto mese in poi»

Pensioni e Fisco, il governo Draghi dovrà affrontare le questioni legate alle riforme

Il governo Draghi è nato con la necessità di fronteggiare l’emergenza, ma anche di iniziare a programmare il futuro. Il sistema fiscale e una possibile revisione del sistema pensionato rappresentano passaggi chiave di quella che sarà la strutturazione del Paese che vuole ripartire.

Sbarra si è espresso così sulle due questioni: «Sulle pensioni, che sono un diritto e non un lusso, vogliamo l’età flessibile a partire da 62 anni , 41 anni di contributi a prescindere dall’età e poi abbiamo una serie di richieste per il trattamento dei giovani e delle donne. Sul fisco, va ridotto il prelievo su lavoratori dipendenti e pensionati e alzato sulle grandi multinazionali che anche in questa crisi hanno fatto affari d’oro».

Riforma pensioni, il momento pensare al dopo Quota 100

Dalle parole di Luigi Sbarra, dunque, la posizione della Cisl, in una fase in cui si attende che il governo inizi a prendere in mano la questione relativa all’organizzazione del post Quota 100. Come è noto, a fine 2021, la misura voluta da Lega e Movimento 5 Stelle terminerà il suo corso e, in attesa di nuove possibili soluzioni d’uscita anticipate resterebbe attiva la legge Fornero. E i prossimi mesi dovrebbero iniziare a fornire le prime risposte relative alle strategie che si sceglierà di mettere in campo.