Autore: B.A

Tasse

Riforma dell’IRPEF: come pagheranno gli italiani

Una riforma sul modello tedesco, questa la linea per la rivoluzione dell’IRPEF a cui lavora il governo.

Il Ministro dell’economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri lavora alla riforma dell’IRPEF. E sembra che si stia ispirando al cosiddetto modello tedesco. Un cambio di rotta marcato rispetto al modello italiano attuale, perché si tratterebbe di fare girare il sistema impositivo dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche su un meccanismo con aliquota variabile che sale all’aumentare del reddito.

Riforma Irpef, nuove aliquote

Cambierebbe molto il sistema IRPEF italiano se davvero la riforma alla tedesca sarebbe la soluzione individuata da Gualtieri e dal governo per la riforma fiscale che intendono adottare.

Infatti, tra i punti i cardine del grande contenitore che vuole essere la riforma del Fisco, oltre al restyling del mondo delle Partite Iva, che non sarà più basato su acconti e saldi, c’è una rivisitazione dell’IRPEF.

Una riforma dell’IRPEF che parte da una completa revisione degli scaglioni dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche, che nasce dalla volontà del governo di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio della popolazione italiana.
E come abbiamo detto, il Ministro dell’economia Gualtieri ha nella Germania il modello a cui vorrebbe collegare la riforma.

Come funziona il modello tedesco

Se davvero la riforma dell’IRPEF sarà ispirata al modello tedesco, con la sua aliquota variabile che sale all’aumentare del reddito, avremmo innanzi tutto una no taxi area e quattro scaglioni reddituali. Il sistema fiscale tedesco ha innanzi tutto una no tax area per chi ha un reddito inferiore ai 9.000 euro. Poi ci sarebbero i quattro scaglioni ad aliquota variabile, tanto più alta quanto più alto è il reddito.

In altri termini:

  • niente imposte fino a 9.000 euro,
  • tassazione variabile tra il 14 ed il 42% per redditi a partire da quelli sopra i 9.000 euro e entro 54.950, e fino a 260.532 euro.
  • Solo per redditi superiori a 260.532 euro è prevista un’aliquota al 45%.

Le altre vie di riforma sul tavolo del Governo

Gualtieri quindi sarebbe propenso alla linea fiscale teutonica, ma quella tedesca non è l’unica ipotesi sul tavolo dell’esecutivo. Infatti c’è pure quella che verte sul passaggio da 5 a 4 scaglioni.

Sparirebbero così le due aliquote centrali che diverrebbero una unica al 36%. L’attuale terza aliquota del 38%, sarebbe accorpata in quella unica fissata a due punti percentuali più favorevole ai contribuenti ritenuti del ceto medio, la cui aliquota al 38% sembra essere troppo penalizzante. Si tratta della fascia tra i 27.000 e i 55.000 euro.

In pratica, le due attuali aliquote al 38 e 41%, nello specifico terzo e quarto scaglione IRPEF, verrebbero accorpate in quella al 36%. Non sarà l’utopistico sogno di creare un sistema ad aliquota personalizzata, senza scaglioni, ma ciò che si cerca di fare è senza dubbio un passo importante per una riforma sempre più necessaria, dato che di fatto da 50 anni non si mette mano in maniera profonda al nostro Fisco.