Riforma ammortizzatori sociali: il piano Orlando in sintesi

La riforma ammortizzatori sociali sarà uno dei temi caldi delle prossime settimane, ma nel frattempo il Ministro del Lavoro Orlando ha indicato i primi elementi chiave.

Il tema lavoro è sempre primario nell’agenda di Governo, oggi più che mai. Ma non potrebbe di certo essere altrimenti. Infatti, se già prima della pandemia la situazione non era rosea in Italia, ora le conseguenze prodotte dal coronavirus e dal lockdown collegato, impongono di ripensare tutto il settore.

Ciò nell’ottica di rilanciare le prospettive occupazionali nel paese che - lo ricordiamo - ha registrato 800mila posti di lavoro in meno dall’inizio della pandemia (dati Istat). Numeri che parlano da soli e che rendono necessario un dibattito costruttivo, anche per quanto attiene alla cd. riforma degli ammortizzatori sociali. Vediamo allora qual è il piano del Ministro del Lavoro Orlando in proposito.

Il progetto di riforma ammortizzatori sociali: le prime indicazioni

Come accennato, la questione lavoro è quanto mai di importanza fondamentale. Da un lato abbiamo la situazione incandescente, legata al blocco licenziamenti, con i sindacati pronti a dar battaglia; dall’altro lato, la discussione sulla riforma ammortizzatori sociali prosegue non senza asperità.

Infatti, sia imprese che parti sociali chiedono una profonda revisione in materia, e di questo dovrà (anche) occuparsi il Ministro del Lavoro nelle prossime settimane.

Secondo gli osservatori, è attesa una prima bozza di articolato per luglio: ecco l’impegno preso dall’esponente PD Orlando, ora nella squadra di Governo.

La strategia sui cui lavora l’Esecutivo è comunque piuttosto chiara. Si tratta infatti di oltrepassare gli strumenti emergenziali legati al periodo di pandemia, focalizzando l’assegnazione dei trattamenti ordinari e straordinari sulla tutela dei diritti dei lavoratori, differenziandoli tuttavia per settori e entità.

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La novità del superamento della cassa integrazione in deroga

Punto clou della riforma ammortizzatori sociali dovrà essere il superamento della cig in deroga. Per questa via, il Ministero del Lavoro avrebbe già progettato di valorizzare i cd. fondi bilaterali, con una svolta in qualche modo solidaristica.

Si starebbe valutando la possibilità di allargare i fondi esistenti vincolando così il rilascio del Durc all’iscrizione ad un Fondo. Dopo l’Iscro, la cassa integrazione per i collaboratori della gestione separata Inps, l’ipotesi che sta emergendo è quella di una prima estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori autonomi.

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Il ministro Orlando ha puntualizzato altresì che: «Per il fine blocco licenziamenti sono stati individuati strumenti adatti. Entro il mese di luglio presenterò in Consiglio dei ministri la riforma degli ammortizzatori sociali, estendendola anche a chi fino ad oggi non aveva tutela».

Concludendo, resta tuttavia il problema dei costi della riforma ammortizzatori sociali. Infatti, per attuarla servono le coperture e, a questo proposito, sarà decisiva l’interlocuzione con il MEF nelle prossime settimane.