Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma Pensioni: «torneremo» nuovamente alla Legge Fornero?

A partire dal 2022 si potrebbe tornare al vecchio sistema pensionistico introdotto dalla Legge Fornero.

Manca poco alla fine del 2020 e come sappiamo Quota 100 è sta riconfermata per tutto il 2021. A poco più di un anno da quel 31 dicembre 2021, data prevista per il termine di Quota 100, sorgono molti dubbi per quanto riguarda il futuro del sistema pensionistico: cosa dovremmo aspettarci alla scadenza di Quota 100? Uno dei timori più grandi è quello di un ritorno alla famigerata Legge Fornero.

Una legge sulle pensioni alquanto rigida che è stata, ed è ancora oggi, motivo di grande discussione. Il tema della riforma pensioni è un argomento di cui si continua a parlare, tuttavia se il Governo non provvederà all’introduzione di nuove norme, con molta probabilità, si tornerà al vecchio sistema pensionistico.

Attualmente l’esecutivo è impegnato con problemi più importanti rispetto alla flessibilità delle pensioni, problemi legati all’emergenza epidemiologica e alla tenuta del nostro sistema sanitario.

È chiaro che, prima delle pensioni, la precedenza dev’essere data alle situazioni più urgenti, quelle che necessitano di interventi rapidi. Tuttavia se nei prossimi mesi, il Governo non adotterà nuove misure in tema pensionistico, il ritorno alla Legge Fornero sarà inevitabile.

Uno dei più grandi e difficili obiettivi da raggiungere è quello dell’introduzione di un sistema pensionistico che non pesi troppo sulle casse dello Stato, in grado di autosostenersi e, al tempo stesso, un sistema che non penalizzi i lavoratori. Si sta cercando di mettere in campo una riforma pensioni che non lasci da parte i giovani, attualmente penalizzati dalla crisi economica oltre che costretti ad avere a che fare con lavori discontinui.

Coronavirus e riforma pensioni: l’emergenza Covid ha bloccato tutto?

Sicuramente l’emergenza pandemica ha avuto i suoi effetti anche sul sistema pensionistico. Da considerare che, già in tempi per così dire ’normali’, mettere a punto una nuova riforma sulle pensioni non sarebbe stata impresa facile: di certo è ancora più difficile con la situazione politica che stiamo vivendo.

Durante la stagione estiva, la situazione, dal punto di vista epidemiologico, sembrava essere migliorata. Anche il settore economico si stava pian piano riprendendo dal lockdown, tuttavia tutto questo non è bastato: il Governo aveva discusso, insieme ai sindacati, in merito alle possibili misure di flessibilità pensionistica da introdurre al termine di Quota 100. Tante le ipotesi prese in esame ma nessuna di questa sembrava realmente concreta.

Con l’arrivo della stagione autunnale è accaduto ciò che tutti temevano: l’aumento dei contagi Covid e, di conseguenza, l’introduzione di misure più rigide. Il tema della riforma pensioni sembra essere stato accantonato per dare spazio a problematiche decisamente più gravi.

L’ultimo Dpcm approvato dal Presidente del Consiglio ha determinato la chiusura di molte attività e migliaia di italiani rischiano di rimanere senza un’occupazione stabile. Si calcola che la crisi causata dal coronavirus abbia provocato la perdita di circa 700mila posti di lavoro e un notevole aumento del debito pubblico. Inoltre si è registrato un calo del PIL di circa il 10%. Una situazione economica davvero preoccupante che, sicuramente, non potrà far altro che ripercuotersi sulle future pensioni.