Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma Pensioni, Elsa Fornero: «Sì a Quota 102 ma dopo si dovrà tornare alla mia legge»

La ministra Elsa Fornero esprime la sua opinione in merito all’ipotesi di introdurre Quota 102: ’Va bene ma solo per una fase iniziale’.

Si torna nuovamente a parlare di pensioni, in particolar modo, su quello che potrebbe arrivare dopo Quota 100. Un grosso dilemma per il Governo, una problematica di una certa entità che finora non ha trovato una soluzione definitiva. la questione più importante da risolvere resta, comunque, quella di introdurre un sistema pensionistico che non crei il cosiddetto «scalone» al termine di Quota 100.

E’ chiaro che il ritorno al vecchio sistema introdotto con la legge Fornero creerebbe un disagio non da poco, in quanto, per coloro che andranno in pensione dal 1 gennaio 2022, l’età pensionabile passerebbe, in pratica, da 62 a 67 anni, ben 5 anni in più rispetto Quota 100. In questo modo l’effetto scalone sarebbe inevitabile: pertanto, si continua a studiare una soluzione che possa essere opportuna, mantenendo, comunque, l’equilibrio del sistema pensionistico.

Quota 102 per evitare lo scalone dopo Quota 100: l’opinione dell’ex ministra Elsa Fornero

Tante sono state le opzioni messe sul tavolo, tuttavia si discute soprattutto dell’ipotesi di introdurre Quota 102, un sistema non tanto diverso da Quota 100 se non per l’età anagrafica pensionabile che passerebbe da 62 a 64 anni. A questo proposito, è sempre interessante ascoltare il parere della professoressa Elsa Fornero. L’ex ministro del Lavoro nel governo Monti è intervenuta nel programma ’L’Aria che Tira’ su La 7.

L’opinione della Fornero è stata abbastanza chiara per quanto riguarda l’ipotesi di introduzione di Quota 102 per evitare lo scalone: «Diciamo che Quota 102 non è necessariamente una buona idea, ma come passaggio per imprimere una certa gradualità si può cominciare a vedere se magari....L’idea delle quote era stata abbandonata, perché si è detto, ad un certo punto, che le tipologie di pensione sono due. O si va in pensione con l’età, requisito è l’età e per la vecchiaia è 67 anni, oppure si va con la pensione anticipata se si sono accumulati sufficienti contributi per non essere in povertà dopo. Molte delle persone povere che abbiamo oggi dipendono dal fatto che sono state concesse a età relativamente giovani, sto parlando di persone in salute e che hanno un lavoro, non sto parlando di persone disoccupate o anziane che possono avere delle difficoltà, per le quali è necessario attivare politiche attive».

Questo è quanto spiegato dall’ex ministro durante l’intervista. Il concetto è molto semplice: Quota 102 sarebbe una soluzione valida, per evitare lo scalone, soltanto nella fase iniziale post Quota 100; dopodiché, gradualmente, si passerà comunque al sistema pensionistico della legge Fornero che prevede la pensione di vecchiaia a 67 anni con 20 anni di contributi lavorativi e la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne.