Autore: B.A

Coronavirus

Riaperture bar e ristoranti dal 18? Norme Inail inapplicabili, molti restano chiusi

L’Inail con l’Iss ha stilato le linee guida per le riaperture, ma sono norme che i ristoratori reputano impossibili.

Un cliente ogni 4 metri quadrati, tavoli distanziati di due metri ma solo per uno o due coperti e responsabilità piena dei gestori su clienti «indisciplinati» sono tra le linee guida che un documento redatto dall’Inail, con l’avallo e la collaborazione dell’Istituto superiore della sanità, prevede per le riaperture di bar e ristoranti. Norme e prescrizioni che probabilmente porteranno a morte certa numerose attività di ristorazione, numerosi bar e numerose attività similari.

Eppure, la buona novella è che il governo pare intenzionato a liberare le riaperture con qualche giorno di anticipo rispetto all’ultimo Dpcm. Ma è una magra consolazione questa, perché da Nord a Sud, da Venezia a Palermo, sono nate le segnalazioni di pubblici esercizi che hanno dichiarato di non voler riaprire a quelle condizioni imposte.

Harry’s Bar a Venezia

«Lunedì non riapro, con quelle linee guida è impossibile. Sono condizioni demenziali scritte da gente senza idee e se resteranno così, non si riapre né lunedì né mai più», sono queste le parole di Arrigo Cipriani, titolare dell’Harry’s Bar di Venezia, uno dei locali storici della città lagunare. E se pure un locale di questo tipo, con una storia di quasi 90 anni contesta le linee Inail, figuriamoci i piccoli bar di provincia, dove molti italiani passavano il dopo lavoro giocando a carte con gli amici di sempre.

Cipriani contesta duramente ciò che verrà imposto ai gestori per riaprire. E così, come riporta una sua intervista all’ANSA, il patron dell’Harry’s Bar annuncia che non riaprirà lunedì prossimo, e continuerà a restare chiuso come è stato dall’inizio dell’emergenza sanitaria, cioè da inizio marzo.

400 tra bar e ristoranti romani non riapriranno

Come dicevamo la situazione è drammatica nonostante la bella notizia delle riaperture anticipate al 18 maggio, cosa che sembra probabile.
Per riaprire occorrerà rispettare un protocollo di sicurezza molto particolareggiato e preciso. Ed alcune prescrizioni sono insostenibili per molti addetti ai lavori. Così ben 400 locali di Roma non riapriranno il 18 maggio.

Sempre sull’Ansa, si legge che 400 tra bar e ristoranti del centro e delle zone della movida di Roma il 18 maggio non riapriranno. «A queste condizioni non è possibile», questa la voce quasi univoca che un movimento di gestori di attività di ristorazione e bar ha fatto pervenire tramite l’agenzia di stampa.

«La voce dei locali di Roma», così si chiama questo movimento a cui aderiscono circa 400 aziende, e tutti hanno manifestato l’intenzione di non aprire. Il centro storico di Roma non riaprirà, perché si continuerà a fare solo asporto, ed oltre ai bar e ai ristoranti, anche negozi e strutture alberghiere non riapriranno.

«Le normative dell’Inail sono inapplicabili per il 90% locali tradizionali. Le sanificazioni le facevamo anche prima, tutti i giorni, ma non è possibile il distanziamento, non si può lavorare con piatti, posate e bicchieri di carta, né far servire ai tavoli dai camerieri con guanti e mascherine. La ristorazione è altro, non è solo mangiare: è il piacere di stare insieme, di godersi l’atmosfera. A queste condizioni non è possibile aprire», questo il pensiero di molti ristoratori e addetti del settore. Senza calcolare che il distanziamento, la riduzione dei coperti, il taglio dei clienti è qualcosa che inciderà molto e che potrebbe portare a chiudere molte attività.